Il Vicepresidente della Commissione europea e Commissario per Giustizia, Libertà e Sicurezza, Franco Frattini, e il Commissario europeo per il Multilinguismo, Leonard Orban, saranno tra i relatori del Seminario internazionale in programma all’Università per Stranieri di Perugia nel pomeriggio di giovedì 8 maggio prossimo (h 16.00).
“Multilinguismo e Immigrazione: una sfida per l’Europa e il Mediterraneo” è il tema dell’iniziativa, i cui lavori si articoleranno in due sessioni consecutive: alle 16.00 Stefania Giannini, rettore dell’Ateneo, aprirà il programma degli interventi che proseguiranno con la comunicazione del Presidente della Giunta Regionale dell’Umbria, Maria Rita Lorenzetti. Prenderanno di seguito la parola il Vicepresidente Franco Frattini e il Commissario Leonard Orban, i cui contributi chiuderanno la prima parte del Seminario.
Una Tavola Rotonda coordinata da Gigi Donelli, giornalista di Radio 24, si aprirà successivamente a partire dalle 17.45. Insieme ai relatori vi prenderanno parte Simonetta Luz Afonso, Presidente dell’Instituto Camões, Diego Marani, membro della Direzione Generale dell’Istruzione e della Cultura della Commissione europea e lo scrittore e Segretario perpetuo dell’Académie Royale de Langue et Littérature françaises de Belgique, Jack De Decker.
A chiusura dei lavori verrà presentato il Progetto MERIDIUM (Multilingualism in Europe as a Resource for Immigration – Dialogue Initiative among the Universities of Mediterranean), proposto nell’ambito del programma Lifelong Learning della Commissione europea, il quale nasce come strumento per favorire l’integrazione degli immigrati e supporto alle politiche multilinguistiche nell’area dell’Europa mediterranea.
Seminario internazionale “Multilinguismo e Immigrazione: una sfida per l’Europa e il Mediterraneo”
Perugia 8 maggio 2008, Palazzo Gallenga, Aula Magna, ore 16.00
L’intensità dei flussi migratori all’interno dei confini dell’Unione Europea aggiunge complessità all’articolato percorso di costruzione di una “cittadinanza europea”. Questo fenomeno costituisce tuttavia uno stimolo prezioso per il Vecchio Continente, che impone l’elaborazione di strategie sempre più efficaci di integrazione e inclusione sociale, da realizzarsi innanzitutto attraverso l’integrazione linguistica dei migranti nelle società di accoglienza e mediante la concreta sensibilizzazione di queste ultime alla necessità di confrontarsi in modo costruttivo ed aperto con la pluralità linguistica e culturale che appartiene ormai alla vita e ai rapporti quotidiani di ciascuno.
In questa prospettiva l’area europea e quella mediterranea, in particolare, vanno prese in considerazione come sub-sistemi particolarmente sensibili per la presenza di specifiche condizioni, riconducibili alla loro fisionomia geografica e storico-culturale, ma anche all’attuale assetto socio-economico che le caratterizza.
Quella mediterranea, infatti, è in specifico una regione storicamente caratterizzata da continue dinamiche di contatto e di scambio in corrispondenza di una doppia linea di faglia culturale: est/ovest europeo (incontro fra tradizione latina e tradizione slava), nord/sud Mediterraneo (punto di contatto fra Europa e mondo arabo-islamico). Per la sua posizione geografica, l’Italia, in particolare, si colloca nel cuore di questi percorsi, con un significativo ruolo di “ponte” culturale tra di essi. Da qui la sua necessaria centralità politico-strategica nel dibattito culturale, scientifico e programmatico sui temi oggetto del Seminario.
L’Italia e i paesi mediterranei presentano una realtà linguistica frammentata che pure storicamente ha conosciuto proficue occasioni di contatto, e che oggi hanno la possibilità di consolidarsi come laboratorio di esperienze per la costruzione di un multilinguismo europeo realmente ‘plurale’ e inclusivo.
Non va dimenticato, peraltro, che i Paesi economicamente più forti dell’Europa mediterranea sono sempre più impegnati in investimenti ed interscambi con l’Est europeo e con la sponda sud del Mediterraneo, dai quali attraggono a propria volta flussi migratori che trovano in essi effettive occasioni di integrazione socio-economica, grazie al modello di sviluppo prevalente in quest’area, rappresentato dalla piccola e media impresa. Il circuito di interessi socio-economici che lega l’Italia e gli altri Paesi dell’Europa mediterranea si pone dunque come valido incentivo alla progettazione di interventi mirati, nei quali l’obiettivo della diffusione di competenze linguistiche e culturali plurime si coniughi in modo funzionale con le esigenze di mobilità professionale e di inclusione sociale.
(07-05-2008 07:59)
|