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Efsa, al bando l'uso dei coloranti
L’Efsa (European Food Safety Authority) riduce la dose massima giornaliera consentita per tre coloranti già ritenuti pericolosi per i bambini. Si tratta dell’ E124, dell’E104 e dell’E112 |
L’autorità europea per la sicurezza alimentare con sede a Parma ha deciso di abbassare il limite dell’apporto massimo giornaliero di tre coloranti alimentari artificiali perchè potrebbero essere dannosi per adulti e bambini: sono il giallo di chinolina (E104), il rosso Ponceau 4 R (E124), e l’arancione Sunset Yellow (E110).
A richiedere all’Efsa un controllo su questi coloranti è stata la Commissione Europea, dopo che nel 2007 uno studio aveva già ipotizzato una correlazione tra l’iperattività infantile e l’assunzione della miscela di sei coloranti, tra i quali proprio i tre che si è deciso di ridimensionare. Le nuove ricerche dell’Efsa, pur non avendo dimostrato tale correlazione, hanno comunque trovato livelli di tossicità tali da richiedere l’abbassamento dei limiti nel caso dei coloranti E104, E124 ed E110.
L’E104 ha uno spettro che va dal giallo chiaro al giallo verde: si può trovare nelle caramelle, nei gelati, nelle uova. Da noi è permesso, ma in molti Paesi, uno fra tutti gli Stati Uniti, è vietato; la dose massima di apporto consentita è scesa a 0,5 milligrammi per chilo di peso corporeo al giorno; l’E124 colora di rosso gli sciroppi, le caramelle, le bibite, i ghiaccioli, i gelati. La dose massima consentita, ora, è di 0,7 milligrammi per chilo di peso corporeo; infine l’arancione E110, che si trova facilmente nelle bibite. Il livello massimo consentito è di 1milligrammo per chilo di peso corporeo al giorno.
E non finisce qui. I documenti che saranno pubblicati nel 2010 dall’Agenzia, sono destinati a scatenare riflessioni e polemiche in tutto il settore alimentare. Per gennaio, infatti, è atteso un dossier sulla tossicità di 2800 aromi utilizzati in tutti i prodotti confezionati. La questione è delicata perchè è la prima volta che un’autorità scientifica europea esamina questo gruppo di additivi . Gli aromi non sono mai stati presi in seria considerazione dalle autorità nazionali per mancanza di dati scientifici, per l’assenza di fonti bibliografiche e per la scarsa volontà delle aziende interessate a stabilire regole comuni.
Cristina Moretti
(09-12-2009 07:47) |