Si vota oggi in Groenlandia per l'elezione parlamentare che potrebbe rivelarsi la più importante nei 23 anni di storia dell'autonomia dell'isola in politica interna. La consultazione di oggi, con 38mila elettori chiamati alle urne, costituisce un avvenimento che sarà in larga parte deciso dalla volontà di autogoverno degli elettori. Un sondaggio pre-elettorale realizzato dal quotidiano Semitsiaq ha previsto la vittoria di fatto, con il 30% dei voti, per il partito Inuit Ataqatigiit (IA), di sinistra. La campagna del partito è stata centrata intorno al tema dell'indipendenza e della progressiva riduzione del sostegno economico garantito dalla Danimarca. Il Partito socialdemocratico, Siumut, da sempre il maggior partito del paese, è da tempo afflitto da lotte di potere e divisioni ideologiche interne, e secondo le previsioni dovrebbe registrare la perdita di una parte consistente della sua base elettorale tradizionale. A favore del mantenimento dei legami attuali con la Danimarca, e di un ritorno della Groenlandia in seno all'Unione europea, è invece il partito conservatore Atassut. La Groenlandia ha lasciato la Comunità europea nel 1985, dopo un referendum nel quale il 70,6% degli elettori votò per l'uscita. è l'unico paese, fin'ora ad aver fatto questo passo. Atassut ha centrato la sua campagna sui benefici economici che verrebbero al paese dall'adesione all'Ue, in termini di finanziamenti nel campo dell'istruzione, dei servizi sociali e delle infrastrutture, e ha invocato la convocazione di un nuovo referendum. I seggi saranno aperti dalle 12 a mezzanotte (ora europea) e i risultati sono attesi per domani mattina.
(03-12-2002)
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