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Immigrazione: le idee di Bruxelles
Un pacchetto di proposte, che dovrà ora passare al vaglio dei ministri Ue e dell'Europarlamento, è finalizzatò ad "ampliare e migliorare le relazioni con i paesi terzi"
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La Commissione Europea ha presentato oggi un pacchetto di proposte per affrontare la spinosa questione dell'immigrazione clandestina nel Vecchio Continente. Le misure sono state illustrate oggi congiuntamente dai commissari Chris Patten, responsabile per le Relazioni esterne, e Antonio Vitorino, responsabile Giustizia e affari interni.
Se adottate, le proposte dell'esecutivo comunitario faranno entrare a pieno titolo l'immigrazione nell'agenda dei rapporti tra Bruxelles e i paesi terzi, partendo da un presupposto: premiare chi collabora invece di penalizzare chi non lo fa. Per questo, è stato ricordato, l'Ue ha in bilancio per il periodo 2000-2006 aiuti diretti e indiretti per un totale di 935 milioni di euro.
Le proposte della Commissione si basano su quattro principi: incoraggiare i paesi terzi a cooperare con l'Ue piuttosto che penalizzare quelli che non sono disponibili a farlo; affrontare le cause originali dei flussi migratori; prevedere una revisione di medio termine nel 2003 dei documenti di strategia regionale che sono alla base dei programmi di cooperazione; aumentare gli stanziamenti che andranno ad aggiungersi ai fondi a livello nazionale per queste politiche.
Secondo i commissari Patten e Vitorino, le proposte, che dovranno ora passare al vaglio dei ministri Ue e dell'Europarlamento, sono finalizzate ad "ampliare e migliorare le relazioni con i paesi terzi" includendo le politiche migratorie nel dialogo con questi Stati, così che essi stessi scoraggino l'emigrazione clandestina e negozino accordi di riammissione con l'Unione Europea. Il documento sarà illustrato ufficialmente per la prima volta al Consiglio affari generali, con tutti i ministri degli Esteri dell'Ue, in programma lunedì e martedì a Bruxelles.
La Commissione ha ricevuto dai governi quindici mandato di negoziare accordi di riammissione - in base ai quali i paesi terzi accettano di far tornare in patria i propri cittadini scoperti nell'Ue senza permesso - con otto nuovi paesi: Russia, Pakistan, Marocco, Ucraina, Albania, Algeria, Cina e Turchia.
(03-12-2002)
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