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politica

Prodi: "l'Europa secondo me"

Il presidente della Commissione europea ha presentato oggi all'Europarlamento un documento di lavoro di 145 pagine che semplificano i testi dei Trattati esistenti, raccogliendo diritti e doveri del cittadino europeo


Il progetto di "nuova" Europa secondo Romano Prodi ha convinto oggi una larga maggioranza in seno all'Europarlamento, che ha chiuso con un lungo applauso l'intervento del presidente della Commissione europea.
Il documento di lavoro - 145 pagine che semplificano, dimezzandoli, i testi dei Trattati esistenti, raccogliendo i diritti e i doveri del cittadino europeo e delle sue istituzioni in un formato che si può tenere in tasca - è stato consegnato questo pomeriggio alla Convenzione europea insieme alle proposte di riforma istituzionale dell'esecutivo di Bruxelles. Una vera e propria Costituzione strutturata in tre parti: la prima sui principi, che in 105 articoli definisce le istituzioni e gli obiettivi essenziali per ciascuna delle politiche dell'Unione; la seconda che inserisce integralemente nel Trattato la Carta dei diritti fondamentali (57 articoli); la terza, infine, che descrive nel dettaglio le politiche dell'Europa del futuro (110 articoli). In più, 5 atti aggiuntivi alla Costituzione, fra i quali uno sulla difesa ed uno sulle disposizioni istituzionali complementari.

PRINCIPI, POLITICHE E COMPETENZE
"L'Unione europea - recita il primo articolo della Costituzione - è costituita dagli stati e dai popoli europei che condividono in modo solidale la stessa comunità di valori e si impegnano a promuovere la pace, la sicurezza ed il progresso in Europa e nel mondo". Nelle disposizioni che seguono sono definiti i principi ispiratori dell'Ue (libertà, democrazia, rispetto dei diritti fondamentali), la sua personalità giuridica, le relazioni fra gli stati membri, una clausola di "mutua assistenza", la cittadinanza europea. Poi sono illustrate in termini generali le politiche dell'Unione e le competenze ("quelle non conferite all'Ue appartengono agli stati membri").
ISTITUZIONI
E' la parte che descrive le prerogative di Parlamento, Consiglio, Commissione, Corte di giustizia e Corte dei conti, nella quale trovano spazio alcune delle proposte di riforma che saranno rese note domani. è il Parlamento (e non il Consiglio europeo) a designare il presidente della Commissione Ue: ai leader spetta solo il ruolo di confermare la scelta dell'Assemblea. La presidenza di turno dell'Unione continua ad essere esercitata secondo una rotazione semestrale: un'ipotesi che va in direzione opposta a quella di un "superpresidente" (o di un gruppo di paesi) con mandato di tre-cinque anni, ipotesi favorita dalle grandi nazioni. Per le diverse formazioni del Consiglio dei ministri a livello ministriale (ambiente, trasporti, giustizia, Ecofin, ecc) la presidenza è di durata annuale. La regola per le decisioni, salvo qualche eccezione, è la maggioranza qualificata. Nasce la figura di un "ministro degli esteri" dell'Unione, che unifica in una sola carica l'Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza e il commissario alle relazioni esterne: sarà uno dei vicepresidenti della Commissione europea.
RATIFICA O DIVORZIO
Una novità introdotta dal documento è la clausola secondo la quale il rifiuto di un paese di ratificare la futura Costituzione sarà considerato come una "decisione di lasciare l'Unione". La ratifica, come ciascuna revisione del nuovo trattato, dovrà venire da cinque sesti degli Stati membri. In questo modo, si eviterà che un referendum negativo in un paese (come la prima consultazione irlandese sul Trattato di Nizza) rischi di bloccare tutto il processo. Unica eccezione è rappresentata dall'adozione del trattato di adesione di un nuovo Stato membro, che dovrà invece avvenire all'unanimità. Nell'introduzione metodologica, il documento conferma un punto di disaccordo della Commissione con la proposta di Giscard che, in materie di competenze, "ha proposto una classificazione rigida". Il testo incorpora i suggerimenti della Commissione in materia di riforme istituzionali, caratterizzati da un rafforzamento del ruolo dell'esecutivo e del metodo comunitario. Bruxelles prevede infatti la creazione di un unico responsabile per la politica estera europea, sotto il coordinamento dell'esecutivo; respinge l'idea di un super-presidente dell'Unione (sostenuta da Francia, Spagna e Gran Bretagna), propone che ad eleggere il presidente dell'esecutivo sia il Parlamento e conferma per il Consiglio la rotazione semestrale tra gli Stati membri.
ATTIVISMO ISTITUZIONALE
Con la "sua" Costituzione, Prodi conferma l'attivismo sul fronte istituzionale che ha caratterizzato la seconda fase del suo mandato. Secondo Le Monde, l'obiettivo "è di riprendere la mano nel dibattito sull'avvenire dell'Europa, che entra nella sua fase decisiva". Neppure due mesi fa, definendo "stupido come tutte le cose rigide" il Patto di stabilità e di crescita, Prodi ha scatenato un dibattito segnato da polemiche, ma che ha ridato all'esecutivo visibilità sul fronte economico. E dopo le cinque proposte per rendere il Patto più intelligente, già oggetto di confronto tra i ministri delle finanze, domani Prodi lancerà l'idea di maggiori poteri di coordinamento per la Commissione, configurandola quasi come una nuova autorità per le politiche economiche e di bilancio. Un ruolo per il quale la Commissione - ha dichiarato nelle scorse settimane - è il "candidato naturale".

(05-12-2002)




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Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 05-12-2002 alle :