Mentre l'attesa e voluminosa dichiarazione del regime di Baghdad sui programmi di armamento iracheni era in viaggio per Vienna e New York, il lavoro degli esperti dell'Onu in Iraq è andato avanti con nuove ispezioni in siti "sospetti", nei quali, almeno in apparenza, non è però stato trovato nulla di irregolare. Di buona ora, a bordo delle loro auto bianche, gli ispettori dell'Unmovic si sono recati ieri a Falouja, ad una cinquantina di chilometri da Baghdad, dove hanno trascorso quasi cinque ore in una fabbrica di pesticidi. Come di consueto, al termine della visita non hanno rilasciato dichiarazioni, tuttavia, il direttore dell'impianto Haidar Hassan Taher, ha detto ai giornalisti che gli esperti "hanno visitato tutti gli angoli dell'azienda e hanno verificato tutte le apparechiature elencate dall'Unscom", la precedente missione di esperti Onu al lavoro in Iraq tra il 1991 e il 1998. Gli esperti dell'Aiea (l'Agenzia internazionale per l'energia atomica con sede a Vienna) hanno compiuto una ispezione di circa due ore a loro volta, facendo anche test di radioattività, nella sede a Baghdad di una società di prospezioni geologiche e minerarie, il cui direttore generale ha detto ai giornalisti che la visita "si è svolta senza problemi". Il ritmo delle ispezioni è peraltro destinato ad aumentare sensibilmente nei prossimi giorni, grazie anche a 25 ispettori delle Nazioni Unite giunti ieri nella capitale irachena per unirsi ai 17 colleghi al lavoro in Iraq sin dal 25 novembre scorso. Si tratta di 21 esperti dell'Aiea e di quattro ispettori dell'Unmovic. Secondo quanto aveva detto giorni fa il portavoce degli ispettori Hiro Ueki, il numero degli esperti Onu in Iraq dovrebbe raggiungere la cinquantina entro la fine dell'anno.
(09-12-2002)
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