Scatta oggi una profonda riforma in uno dei principali settori in cui la Commissione Ue svolge il suo ruolo di "guardiano dei Trattati": l'applicazione del diritto comunitario negli stati membri. L'esecutivo Ue approverà infatti un documento che ridisegna modalità e meccanismi per gestire gli oltre 2000 dossier su presunte violazioni della normativa europea che vengono aperti ogni anno da Bruxelles nei confronti delle capitali. L'ingresso di 10 nuovi paesi nell'Ue rischia di appesantire una macchina che lavora già a pieno regime. E' proprio nella prospettiva dell'allargamento che la Commissione vuole cambiare approccio: da un lato, con una forte azione "preventiva", che riduca il numero delle procedure d'infrazione attraverso una cooperazione più intensa con i governi; dall'altro, fissando criteri di priorità fra i casi da perseguire e dando crescente rilievo alle denunce dei cittadini.
Il controllo della Commissione Ue sulla corretta attuazione del diritto comunitario nei diversi stati membri si svolge su più fronti ed implica vari tipi di interventi, sia d'ufficio (ad esempio per la mancata trasposizione di direttive Ue nei tempi previsti), sia in seguito a denunce presentate da singoli cittadini o trasmesse dal Parlamento europeo. Le procedure d'infrazione prevedono due fasi - prima una lettera di messa in mora, poi un avviso motivato - per sfociare nel 10% dei casi nel deferimento del paese che viola la normativa alla Corte di giustizia Ue. Ora Bruxelles vuole sfoltire il carico di "fascicoli" (lo stock medio è di circa 4 mila dossier aperti) cercando soprattutto di "anticipare" ed evitare le infrazioni minori, di carattere "meccanico" più che sostanziale: un obiettivo che sarà perseguito, fra l'altro, avvisando gli stati membri prima di determinate scadenze e prestando assistenza tecnica per i provvedimenti di recepimento delle direttive da parte degli stati membri. L'azione su questo piano permetterà a Bruxelles di concentrare le energie sulle violazioni più gravi: le denunce esterne non finiranno più in un unico contenitore, ma saranno classificate secondo gradi di priorità ai quali faranno riscontro gli strumenti più adeguati per trattarle. Al pubblico dei "non specialisti" sarà dedicato un portale specifico sul sito della Commissione, che li informerà sulle decisioni ed i dibattiti relativi all'applicazione della normativa Ue negli stati membri. Allo stesso tempo, i cittadini potranno ottenere dettagli sugli strumenti di contenzioso a loro disposizione e sulle possibilità di chiedere risarcimenti a fronte di violazioni del diritto Ue.
(11-12-2002)
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