Tra le opinioni pubbliche europee dei 15 paesi della Ue, l'allargamento ai paesi dell'est e del sud Europa non suscita grandi entusiasmi: secondo i sondaggi di Eurobarometro realizzati per conto della Commissione europea e resi noti oggi, solo il 66% degli europei è "piuttosto" o "abbastanza" favorevole all'allargamento dell'Ue, mentre il 22% si dichiara contrario. I risultati di quest'ultimo Eurobarometro dedicato all'allargamento fanno registrare, tra l'altro, una lieve riduzione della percentuale di favorevoli rispetto a quello di settembre (dal 68% al 66%) accompagnata da un più marcato aumento dei contrari. Gli italiani si staccano dalla media europea, collocandosi tra i più favorevoli all'ingresso dei nuovi paesi, con un 82% di sì e solo il 12% dei no. Ma, come gli altri europei, anche gli italiani si sentono poco informati sull'allargamento: l'81% dichiara di non saperne abbastanza e solo il 17% ritiene di essere sufficientemente informato. A livello europeo, il 75% delle persone interpellate (il campione di Eurobarometro è composto da circa 16 mila abitanti dei Quindici paesi) stima di essere poco o male informato su un processo che i leader europei definiscono "storico". Le differenze tra le opinioni pubbliche dei vari paesi sono sensibili. Quella francese è l'unica ad esprimersi a maggioranza contro l'allargamento: nell'ultimo sondaggio, pubblicato lo scorso 21 ottobre, il 47% dei no supera il 40% dei sì. Tra le ragioni di tanta reticenza, i cittadini indicano i costi dell'allargamento e una certa inquietudine per i possibili riflessi sull'immigrazione. Un timore abbastanza generalizzato riguarda la possibilità che l'allargamento possa portare ad un aumento della disoccupazione nel proprio paese: ad esserne convinto è il 41% dell'ultimo campione a livello Ue. E una certa perplessità suscita anche la convinzione che con l'ingresso di nuovi paesi, generalmente più poveri, gli Stati membri riceveranno meno aiuti da Bruxelles.
(11-12-2002)
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