Il progetto di una forza militare dell'Ue in grado di svolgere operazioni di ristabilimento e mantenimento della pace ha compiuto un passo fondamentale verso la concreta realizzazione. Nato ed Unione europea hanno infatti formalizzato ieri l'accordo - bloccato per circa due anni prima dalla Grecia e poi dalla Turchia - che sancisce il loro "partenariato strategico": in sostanza, i 15 avranno accesso ai mezzi logistici e di pianificazione dell'Alleanza Atlantica (compresa l'intelligence), indispensabili per assumere la guida di missioni come quella in Macedonia. A siglare l'intesa, al termine di una riunione congiunta del Consiglio Atlantico e del Comitato politico e di sicurezza dell'Ue, sono stati il segretario generale della Nato George Robertson e l'Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell'Ue Javier Solana. L'accordo, che deve ancora essere finalizzato nei dettagli, diventerà operativo a marzo: ma oggi le due organizzazioni hanno concordato la "cornice" della loro cooperazione, sintetizzata in una Dichiarazione che ne definisce i principi portanti. "Abbiamo posto le basi - ha detto Robertson - di un quadro comune Nato-Ue per sostenere la pace e la stabilità".
Complementarità, non concorrenza
Sia Robertson che Solana hanno insistito in particolare su un aspetto della partnership: Nato ed Ue non saranno concorrenti, ma complementari. L'Ue potrà guidare missioni di gestione delle crisi (incluse operazioni di carattere militare) nei casi in cui l'Alleanza nel suo complesso non sarà coinvolta. I Balcani sono una delle aree in cui gli europei assumeranno crescenti responsabilità: prima in Macedonia, poi (in tempi più lunghi) in Bosnia, dove la forza SFOR della Nato potrebbe passare il testimone ad un contingente sotto le insegne Ue. La Nato - che al vertice del 21-22 novembre scorso ha deciso una profonda mutazione - potrà invece concentrarsi su missioni fuori dall'area tradizionale con l'obiettivo primario della lotta al terrorismo ed alle armi di distruzione di massa. è una sorta di 'divisione del lavorò che dovrà precisarsi nei prossimi mesi, anche se molte delle risorse e dei mezzi a disposizione coincidono.
I principi portanti della partnership
Il documento congiunto approvato oggi sottolinea che le relazioni fra Ue e Nato saranno fondate su alcuni principi di fondo: il mutuo rafforzamento delle attività di gestione delle crisi delle due organizzazioni; l'efficace consultazione reciproca, dialogo, cooperazione e trasparenza; la parità e l'autonomia del processo decisionale di Nato ed Ue; il rispetto della Carta delle Nazioni Unite; il coerente e complementare rafforzamento delle capacità militari delle due organizzazioni. L'Ue si impegna a garantire il "massimo coinvolgimento possibile" dei membri europei della Nato che nonf anno parte dell'Unione nella politica di difesa e di sicurezza comune. La Nato, per parte sua, assicura all'Ue l'accesso ai mezzi di panificazione dell'Alleanza.
(17-12-2002)
|