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economia

Inflazione, non è colpa dell'Euro

La Commissione europea ribadisce che l'introduzione della moneta unica ha avuto un effetto limitato. L'impressione che l'impatto del passaggio all'euro sia stato più consistente dipenderebbe da una percezione dei consumatori


L'introduzione della moneta unica ha avuto un effetto limitato sull'inflazione. Lo sostiene la Commissione europea, che oggi, a quasi un anno dall'avvento dell'euro, ha diffuso un rapporto sul tema.
La Commissione conferma la valutazione dell'ufficio europeo di statistica Eurostat, che ha calcolato un contributo della nuova valuta all'inflazione pari allo 0,2%.
L'impressione che l'impatto del passaggio all'euro sia stato più consistente dipenderebbe da una percezione dei consumatori. "In alcuni paesi i cittadini hanno collegato il change over a significativi aumenti dei prezzi. Questa percezione in effetti non è confermata dai fatti" - sostiene la Commissione europea, aggiungendo che "è dimostrata l'esistenza di un gap tra inflazione percepita e misurata. Ciò è spiegato da aumenti significativi per alcuni generi e servizi molto acquistati".
La Commissione raccomanda poi ai rivenditori al dettaglio di interrompere la doppia indicazione di prezzo entro giugno 2003, per favorire un definitivo adeguamento alla moneta unica.

Dal rapporto trimestrale sull'economia di Eurolandia, diffuso oggi da Bruxelles, non escono inoltre segnali di crescita economica. La Commissione europea non attende alcuna accellerazione e conferma la sua stima di un aumento del pil dell'1,8% nel 2003 per l'area dell'euro.
In questo quadro i margini sul fronte delle esportazioni sono compressi dalla rivalutazione dell'euro e la crescita economica di Eurolandia deve fare leva su fattori interni. "I tempi e la forza di un'accelerazione della ripresa - ha detto il commissario agli Affari economici e monetari Pedro Solbes - dipende largamente da fattori interni. In un ambiente che è caratterizzato da incertezza e un basso livello di fiducia, la risposta politica necessaria è chiara".
Solbes fa riferimento alle politiche di bilancio, che possono contribuire alla crescita economica, sulla quale oggi gravano l'accresciuta incertezza nella ripresa della domanda interna, la debolezza del commercio mondiale e prospettive negative per la ripresa degli investimenti. "Migliorare la qualità delle finanze pubbliche, prendere in considerazione le conseguenze finanziarie dell'invecchiamento della popolazione, contribuirà a ridurre l'incertezza e a ripristinare la fiducia dei consumatori e delle economie interne", afferma il commissario Ue.
Il rapporto trimestrale della Commissione afferma che i paesi con un deficit o un debito eccessivo - tra i quali vi è l'Italia - dovrebbero mettere in atto un risanamento più severo. La Commissione riprende l'indicazione di una riduzione del deficit strutturale dello 0,5% annuo in rapporto al pil, per i paesi lontani dal pareggio, decisa nell'ultima riunione dell'Eurogruppo.

(19-12-2002)




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Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 19-12-2002 alle :