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cultura e societa

Droga, una piaga senza frontiere

Secondo un'analisi sul consumo di sostanze stupefacenti tra le minoranze etniche nei Quindici, i livelli non risultano diversi da quelli registrati tra i cittadini dei Paesi Ue


Immigrazione e droga: un binomio entrato ormai a far parte dell'immaginario collettivo in molti Paesi europei, ma che non trova riscontro nei fatti. A sfatare lo stereotipo è una ricerca dell'Osservatorio Ue sulle droghe (Emcdda), con sede a Lisbona, che illustra i risultati di un'indagine effettuata tra il settembre '99 ed il novembre 2002.
Le conclusioni dello studio, dedicato all'analisi del consumo di sostanze stupefacenti tra le minoranze etniche e di colore nei Quindici, indicano che "i livelli di consumo di droga tra queste categorie non risultano diversi da quelli registrati tra i cittadini socialmente esclusi dei Paesi presi in esame".

Droghe, tradizioni e cultura
Gli esperti rilevano alcune differenze culturali nel consumo di sostanze stupefacenti tra le minoranze etniche di immigrati, collegate principalmente all'uso di "qat" e "marasotu", due tipi di erbe da masticare con effetto euforico utilizzate rispettivamente da immigrati somali ed etiopi (soprattutto in Italia e nei Paesi scandinavi) e da greci e turchi ciprioti in Gran Bretagna.
La ricerca evidenzia anche un maggior ricorso all'oppio tra gli iraniani presenti in Germania e tra gli emigrati in Olanda provenienti dal Medio Oriente, mentre tra gli immigrati russi si registra l'uso del tradizionale "kompot", una preparazione a base di oppio fatta in casa.

L'emarginazione sociale: una causa che non conosce paese
Lo studio non rileva però differenze significative nelle percentuali di consumo di stupefacenti fatte registrare dagli appartenenti a gruppi etnici minoritari o di colore. "Questi gruppi - osserva la ricerca - sono vulnerabili al consumo problematico di droghe nella stessa misura in cui lo sono i cittadini bianchi socialmente esclusi del Paese in cui si trovano".
Gli esperti europei pongono l'accento sul fatto che gli immigrati si trovano in situazioni di esclusione sociale che ne aumentano l'esposizione agli stupefacenti, sottolineando che questo non determina però un ricorso alle droghe superiore a quello registrato tra le popolazioni locali, che vivono lo stesso problema di mancanza di integrazione sociale.

Pochi i dati sull'Italia
I dati del rapporto relativi al consumo di stupefacenti tra i gruppi etnici minoritari e di colore in Italia sono di difficile interpretazione, data l'esiguo numero di informazioni rilevate dall'Emcdda. Tuttavia la tendenza evidenzia che tra gli immigrati nordafricani (soprattutto algerini, marocchini, tunisini ed egiziani) sembra più diffuso il ricorso all'eroina.
Anche tra gli immigrati sudamericani provenienti da Brasile, Colombia e Perù si registra un ricorso a cocaina ed eroina superiore alla media, mentre i gruppi etnici meno interessati dal consumo di droghe sembrano essere quelli provenienti da Bangaldesh, India e Pakistan.

(23-12-2002)




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Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 23-12-2002 alle :