Lo spettro della guerra in Iraq come problema più immediato e drammatico, con evidenti risvolti sulla politica di sicurezza e di difesa europea. Poi i grandi temi dell'allargamento, dell'immigrazione, del sociale.
Questi i nodi da sciogliere sui quali si incentrerà il semestre di presidenza grecadell'Unione europea, iniziato ufficialmente il primo gennaio 2003.
Sull'allargamento dell'Unione europea a 25 Paesi, che “non deve creare nuove divisioni”, ha puntato l'attenzione oggi il ministro degli esteri greco, Ghiorgos Papandreou, inaugurando il semestre di presidenza di Atene.
“Dobbiamo sforzarci - ha detto ancora Papandreou – di stabilire legami saldi con tutti i Paesi che aspirano ad aderire all'Ue, e di rafforzare i nostri rapporti anche con gli altri Paesi del 'nostro vicinato: con i Paesi del Mediterraneo, del Caucaso, con la Russia'”.
“Se l'Unione ha deciso di estendersi a dieci nuovi Paesi - ha aggiunto il capo della diplomazia greca - è stato per eliminare le linee di divisione, per liberare gli europei dal peso del passato”. Quindi, ha concluso, “l'allargamento non deve creare nuove divisioni”.
Questo un sunto dei punti dell'agenda di Atene, che ha dato a questa presidenza il simbolo di una rondine, tratto da un antico affresco di Santorini.
Politica estera e difesa
Il premier greco Costas Simitis ha detto di voler promuovere una più incisiva politica estera e di difesa, che, ad esempio, “parli con una sola voce” sulla crisi con l'Iraq. Con lo slogan 'la nostra Europa’, Atene intende usare questi sei mesi per coordinare al meglio l'azione europea sullo scacchiere internazionale, in particolare per quel che riguarda l'Iraq.
“Dalle discussioni che ho avuto – ha affermato qualche giorno fa Simitis - credo esista una volontà comune di affrontare insieme il problema, e la presidenza greca farà di tutto perché ci sia una posizione comune sul problema. Siamo facilitati dal fatto che Gran Bretagna e Francia sono membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell'Onu, e la Germania farà parte del Consiglio durante la presidenza greca. Questi grandi protagonisti saranno in prima linea all'Onu a prendere decisioni, e saranno obbligati a accordarsi, così l'intesa nell'Ue sarà più facile”.
Durante la presidenza greca, grazie ai recenti accordi con la Nato, vedrà finalmente la luce la forza di intervento rapido europea che dovrà progressivamente sostituire l'Alleanza atlantica nelle operazioni di peacekeeping nei Balcani.
Immigrazione
La Grecia, come l'Italia, affronta quotidianamente sbarchi di immigrati clandestini sulle sue coste, e da tempo spinge per una politica comune sull'argomento. Atene vuole una polizia di frontiera comune.
“Per noi e per l'Europa, questo è un grande problema”, ha affermato ripetutamente Simitis.
Allargamento
La Grecia ha promesso che vigilerà sul rispetto del calendario dell'allargamento ai dieci Paesi dell'Europa orientale e meridionale che si apprestano ad entrare nell'Unione nel 2004, calendario fissato nel recente vertice di Copenaghen.
Il 16 aprile, ai piedi dell'Acropoli, si svolgerà una spettacolare cerimonia in cui i capi di stato e di governo dei nuovi membri firmeranno il trattato di adesione.
Atene, particolarmente attiva sulla scena dei Balcani, ha anche detto di volersi impegnare per il futuro ingresso di Romania e Bulgaria, previsto nel 2007.
Tra i paesi che entreranno nel 2004 c'è Cipro, paese assai vicino alla Grecia, che però resta diviso. La presidenza ellenica promette di lavorare per un'intesa tra greco-ciprioti e turco-ciprioti entro il 28 febbraio, il che permetterebbe all'isola riunificata di accedere all'Ue. Se non ci sarà l'accordo entrerà la sola Repubblica di Cipro (greco-cipriota).
Politiche sociali
Parlando nei giorni scorsi, Simitis ha anche sottolineato che tra le priorità della presidenza ellenica ci saranno la politica sociale e l'avvicinamento dei cittadini alle istituzioni europee, come deciso già al vertice di Lisbona nel 2000. Tra gli altri punti di maggiore impegno, ha aggiunto, ci sarà la lotta alla disoccupazione, l'aiuto alle piccole e medie industrie, la lotta all'esclusione sociale e la difesa dell'ambiente.
(03-01-2003)
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