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Bce: "Inflazione sotto controllo"
Per l'Istituto centrale europeo l'aumento dei prezzi nel 2003 rimarrà sotto il 2%. La crescita economica rinviata alla fine dell'anno. Invariato il costo del denaro, il tasso si ferma al 2,75%
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L'inflazione è tornata sotto controllo, ma la ripresa è rimandata a fine anno. Nel frattempo, alcuni governi di Eurolandia farebbero bene ad accelerare il processo delle riforme strutturali, per non correre il pericolo di essere puniti dagli stessi cittadini.
Questi i messaggi principali emersi al termine della riunione del consiglio dei governatori della Bce di oggi a Francoforte, che ha lasciato i tassi invariati al 2,75% dopo averli tagliati dello 0,50% all'inizio di dicembre. La stessa decisione è stata presa, sempre oggi, dalla Bank of England che non ha toccato il costo del denaro, attualmente al 4%.
Ripresa economica rinviata a fine anno
Nel giorno in cui la Commissione ha diffuso previsioni non entusiasmanti sulla crescita del pil di Eurolandia nell'ultimo trimestre del 2002 (+0,1/+0,4%) e nel primo trimestre di quest'anno (-0,1/+0,3%), il presidente Wim Duisenberg ha spiegato che vi sono "ancora rischi al ribasso per le prospettive della ripresa economica di Eurolandia, anche se l'attuale livello dei tassi dovrebbe contribuire a bilanciarli".
Le previsioni della Bce sono rimaste sostanzialmente stabili, ha precisato il banchiere olandese, sottolineando tuttavia che i rischi sono "leggermente aumentati, soprattutto perchè continua a persistere l'incertezza dei consumatori" dovuta anche al rischio di un conflitto in Medioriente. Per questo, secondo l'Istituto centrale, l'economia europea tornerà a crescere a ritmi vicini al potenziale (+2,5%) solo verso la fine dell'anno, anche se nei primi mesi del 2003 non è prevista una contrazione del pil.
Inflazione sotto il 2% nel 2003
Più rassicuranti le prospettive sull'andamento dell'inflazione, che dovrebbe stabilizzarsi sotto il 2% durante il 2003. L'aumento dei prezzi del petrolio dovrebbe aver spinto i prezzi al rialzo intorno alla fine del 2002, ha spiegato Duisenberg, ma alcuni effetti base, l'apprezzamento dell'euro e la crescita debole dovrebbero contribuire a contenere le pressioni inflazionistiche nei prossimi mesi.
"Non so se l'euro sia valutato in maniera appropriata", ha aggiunto il presidente nel giorno in cui la moneta unica ha raggiunto sul dollaro i massimi da novembre del '99, spiegando tuttavia che il suo apprezzamento più recente "non ha avuto un impatto negativo sulla posizione competitiva dell'Europa".
(09-01-2003)
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