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politica

L'Europa frena Bush sulla guerra in Iraq

Il commissario Ue Solana: "Difficile scatenare la guerra senza prove". Contrari anche Francia e Germania. Prodi: "La guerra non è inevitabile"


Aumenta la pressione dell'Unione europea sugli Stati Uniti per cercare di evitare la guerra in Iraq. Dopo le dichiarazioni all'Onu di Hans Blix - capo della delegazione di ispettori delle Nazioni Unite Iraq - che ieri ha detto di non avere prove dei supposti arsenali nucleari di Saddam, oggi è arrivata la presa di posizione di Javier Solana, Alto Commissario Ue per la Difesa e la Politica Estera: "Senza prove, sarebbe molto difficile cominciare una guerra", ha detto il "ministro degli esteri" dell'Ue in un'intervista al quotidiano francese Le Monde. Secondo Solana, un'azione militare contro l'Iraq sarebbe difficile da giustificare senza le prove evidenti di programmi di armamento clandestini.
"La legittimazione di una guerra viene dal Consiglio di sicurezza dell'Onu", ha ricordato il "ministro degli esteri" dell'Ue. "Gli ispettori delle Nazioni Unite - ha proseguito Solana - traggono la propria legittimazione dal Consiglio. Così, se non c'é un'informazione ritenuta sufficiente dal Consiglio di sicurezza, non capirei, troverei molto difficile passare all'azione".

L'opposizione della Francia
"Restiamo decisi ad opporci alla guerra": la dichiarazione del primo ministro francese Jean-Pierre Raffarin è molto netta. Parlando in una conferenza stampa a Palazzo Matignon, il capo dell’esecutivo francese ha aggiunto: "Un mondo folle ha bisogno di una Francia saggia. La guerra è la soluzione che resta quanto si sono tentate tutte le altre strade". Questa, ha detto Raffarin, era e resta "la nostra posizione".

Il no della Germania
Anche il cancelliere tedesco Gerhard Schroeder a ribadito che la Germania, membro non permanente del Consiglio di sicurezza dell'Onu dal primo gennaio, "farà di tutto" affinché la risoluzione 1441 dell'Onu sull'Iraq (che obbliga il paese a far luce sulle armi di distruzione di massa di cui sarebbe in possesso secondo Washington e Londra) possa essere applicata senza ricorrere alla guerra. Se invece si dovesse arrivare ad altre decisioni - ha aggiunto il cancelliere - "la Germania resta sul suo no alla partecipazione a un intervento".

Prodi: "La guerra non è inevitabile"
Anche il presidente della Commissione europea Romano Prodi - parlando oggi ad Atene nel corso di una conferenza stampa congiunta con il premier greco Costas Simitis - ha detto che la guerra in Iraq "non è e non deve essere inevitabile". "Tutti dobbiamo fare il possibile per trovare una soluzione pacifica alla crisi", ha aggiunto Prodi, per il quale il più importante contributo che l'Europa può dare "è quello di avere una posizione comune in politica estera".

(10-01-2003)




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Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 10-01-2003 alle :