Il presidente della Commissione europea Romano Prodi ribadisce la posizione non interventista dell'Europa nella crisi irachena.
"Noi europei - ha detto oggi a Firenze nel corso della sua relazione per l'inaugurazione dell'anno accademico - abbiamo già sperimentato sulla nostra pelle la follia della guerra, del razzismo, del rifiuto dell'altro. Dunque diffidiamo profondamente, nel profondo del nostro animo, di ogni scorciatoia bellica, dei tentativi di mettere in crisi le pur esili strutture e gli strumenti giuridici di organizzazione del nuovo mondo".
"La Corte penale internazionale - ha proseguito Prodi - è uno degli strumenti per poter risolvere i conflitti e le tragedie in un mondo diverso dal passato. Lo abbiamo fatto scegliendo la via del multilateralismo e della cooperazione internazionale e non la via dell' unilateralismo, cioè del ciascun Stato per se stesso. Credo che solo l'approccio multilaterale e della cooperazione siano gli strumenti fondamentali per vincere il terrorismo che è il nuovo pericolo dell'umanità".
"L'Ue potrebbe avere un ruolo, invece ci ridono dietro"
Poi il capo dell'esecutivo Ue risponde alle critiche del premier israelinao Ariel Sharon sulla scarsa efficacia della politica estera europea. E lo fa con parole decise: "L'Europa dovrebbe avere un ruolo. Dire potrebbe forse è esagerato perché non siamo ancora uniti per esprimerci assieme. Ma se l'Europa avesse una volontà comune, in questi giorni credo potrebbe avere una grande influenza nella politica mondiale. E invece ci ridono dietro".
(20-01-2003)
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