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politica

Francia e Germania unite contro la guerra

I primi ministri Chirac e Schroeder ribadiscono il loro no ad un attacco a Baghdad. Blair: "Bisogna dare tempo agli ispettori Onu". Il governo russo smentisce le informazioni sull'inizio del conflitto


"Tutto deve essere fatto per evitare la guerra". L'Europa fa sentire la sua voce contro un intervento armato in Iraq attraverso due dei suoi leader più autorevoli, il presidente francese Jacques Chirac e il cancelliere tedesco Gerhard Schroeder, entrambi favorevoli ad una soluzione diplomatica alla crisi.
A parlare, a nome di entrambi, è soprattutto Chirac, che, nel giorno delle celebrazioni per i quarant'anni del trattato franco-tedesco, ha sottolineato come su questa crisi "Germania e Francia hanno la stessa opinione". Nel corso di una conferenza stampa congiunta con Schroeder, il presidente ha aggiunto che la convergenza tra i due paesi è "fondata su due idee". "La prima - ha spiegato - è che tutte le decisioni spettano solo al Consiglio di sicurezza dell'Onu, che deve esprimersi dopo aver ascoltato il rapporto degli ispettori. La seconda è che per noi la guerra è sempre una constatazione di fallimento. Tutto deve essere fatto per evitare il conflitto".

Blair: "Bisogna dare tempo agli ispettori Onu"
Intanto, da Londra, il premier britannico Tony Blair - il più fedele alleato della linea interventista di George Bush contro il regime di Saddam - oggi ha parlato in termini più concilianti, spiegando che bisogna dare tempo agli ispettori dell'Onu di "svolgere il loro lavoro" in Iraq.
Nel corso del suo appuntamento settimanale ai Comuni, Blair ha sottolineato allo stesso tempo che gli ispettori - impegnati in questi giorni nelle attività di verifica dell'arsenale iracheno - non dovrebbero giocare a "nascondino" con il presidente iracheno Saddam Hussein, che - ha proseguito il premier britannico - "non solo dovrebbe dare agli uomini dell'Onu pieno accesso ai siti sospetti, ma dovrebbe anche collaborare dicendo la verità sulle armi in suo possesso, senza cercare di nasconderle".

Il governo russo smentisce le informazioni sull'inizio della guerra
Il ministro della difesa russo, Serghiei Ivanov ha smentito le informazioni secondo cui alla Russia risulterebbe che gli Stati Uniti contano di iniziare alla fine di febbraio una guerra contro l'Iraq. L'informazione era stata data oggi dalla agenzia Interfax citando fonti dello stato maggiore russo.
"Secondo le informazioni a mia disposizione, l'Amministrazione statunitense non ha ancora preso alcuna decisione di condurre un'operazione militare in Iraq", ha detto Ivanov riferendosi alle dichiarazioni citate dalla Interfax. "Una decisione di usare la forza può essere presa solo dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu" ha detto il ministro.

Fonte militare russa: "La guerra comincerà a metà febbraio"
La guerra in Iraq è stata già decisa dalla Casa Bianca e inizierà nella seconda metà di febbraio. Lo afferma un'alta fonte dello stato maggiore russo citata dall'agenzia Interfax.
Secondo la fonte anonima citata dall'agenzia, "in base alle nostre informazioni, l'operazione è prevista verso al fine di febbraio. Una decisione al riguardo è stata finalizzata ma non ancora annunciata".
La fonte militare aggiunge che attualmente ci sono nella regione del Golfo circa 100.000 uomini della coalizione e la guerra non inizierà che quando ve ne saranno 150.000. La guerra consisterà in un conflitto terrestre e aereonavale e durerà all'incirca "un mese", secondo la fonte. Secondo i militari russi, afferma Interfax, il vero scopo della guerra non è quello di rovesciare Saddam Hussein ma "il controllo del petrolio iracheno".

(22-01-2003)




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Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 22-01-2003 alle :