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L’incertezza blocca i tassi
La Bce lascia invariato il costo del denaro, che resta fermo al 2,75%. Duisenberg: “Tassi bloccati per l’incertezza geopolitica”. Ma la Banca d'Inghilterra riduce i tassi dello 0,25
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“Un taglio dei tassi di interesse sarebbe stato come una goccia nel mare dell'incertezza”. Lo ha detto il presidente della Banca centrale europea, Wim Duisenberg, spiegando che l'Istituto di Francoforte ha lasciato invariato il costo del denaro a causa delle “grandi incertezze geopolitiche e dei rischi legati al prezzo del petrolio”.
Il tasso base resta così fermo al 2,75%. Oltre al saggio sui pronti contro termine, fermo al 2,75%, restano invariati anche i tassi che delimitano il 'corridoio' di intervento: quello sulle operazioni di rifinanziamento marginale, al 3,75%, e quello sui depositi overnight, all'1,75%.
“La decisione - ha sottolineato Duisenberg - è stata raggiunta con un "forte consenso" dei banchieri centrali. “Francoforte è stata in contatto con la Banca d'Inghilterra, che ha tagliato il costo del denaro di 25 punti base. Tuttavia - ha spiegato – “siamo arrivati ad una conclusione diversa perché le nostre economie sono diverse e perché la Gran Bretagna ha più margini di manovra sui tassi, ora al 3,75% contro il nostro 2,75%”.
Duisenberg prevede una crescita del 2-2,5% dalla seconda metà del 2003
Il presidente della Bce Duisenberg prevede che la crescita di Eurolandia si avvicini al 2-2,5% a partire dalla seconda metà del 2003, ma avverte che rimangono ancora dei rischi al ribasso per l'economia: “Non mi stupirei ha detto - se dovessimo rivedere al ribasso le nostre stime che pubblicheremo a primavera”.
Il recente apprezzamento dell'euro, secondo il numero uno della Bce, non dovrebbe avere un impatto negativo sull'economia dei dodici, precisando che la forza della moneta unica ha aiutato a tenere sotto controllo l'inflazione.
(06-02-2003)
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