L'Unione europea si ricompatta sulla crisi irachena e, mettendo da parte distinguo e contrasti, riesce ad approvare un documento unitario in cui i Quindici dicono a chiare lettere che “la forza dovrebbe essere usata solo quale ultima risorsa” contro l'Iraq.
Dal vertice straordinario dei ministri degli Esteri a Bruxelles prende corpo quindi una sintesi non facile delle diverse posizioni: si offre a Saddam Hussein un’ultima chance per evitare la guerra attraverso un disarmo senza indugi, ma si fa riferimento anche all'uso della forza come “ultima risorsa”; si ribadisce la ‘centralità dell'Onu’ ma si evita di parlare chiaramente di una seconda risoluzione per un attacco, lasciando proprio al Palazzo di Vetro ogni decisione in proposito; si dà sì un forte appoggio all'attività degli ispettori Onu che debbono avere il tempo per completare il loro lavoro, ma si sottolinea anche che le verifiche non possono proseguire all'infinito e senza una sostanziale collaborazione di Baghdad che 'non deve farsi illusioni'.
Un passo del documento é dedicato anche al conflitto mediorientale tra Israele ed i palestinesi, con un impegno comune a rafforzare il processo di pace.
Intanto, Usa e Gb stanno mettendo a punto una seconda risoluzione da sottoporre all'Onu: sembra che possa prevedere un ultimatum per il dittatore iracheno. Oggi dibattito generale sulla situazione al Palazzo di Vetro.
IL DOCUMENTO CONCLUSIVO
Il testo completo del documento approvato ieri sera dai capi di stato e di governo dell'Ue sulla crisi irachena.
“Riaffermiamo le conclusioni dei ministri degli esteri del 27 gennaio ed i termini del passo diplomatico del 4 febbraio 2003 verso l'Iraq che resta valido”.
“Il modo in cui sarà gestito lo sviluppo della situazione in Iraq avrà un impatto notevole sul mondo nei prossimi decenni. In particolare siamo determinati ad affrontare in modo efficace la minaccia della proliferazione della armi di distruzione di massa”.
“Siamo impegnati affinché le Nazioni unite restino al centro dell'ordine internazionale. Riconosciamo che la responsabilità principale nel gestire il disarmo iracheno resta nell'ambito del Consiglio di sicurezza. Assicuriamo il nostro pieno sostegno al Consiglio nell'espletamento delle sue responsabilità”.
“L'obiettivo dell'Unione riguardo all'Iraq il pieno ed effettivo disarmo in linea con la relative risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ed in particolare con la risoluzione 1441. Vogliamo ottenere questo obiettivo pacificamente. E' chiaro che questo é ciò che i cittadini d'Europa vogliono. La guerra non é inevitabile. il ricorso alla forza dovrebbe essere usato solo come ultima risorsa. Spetta al regime iracheno porre fine a questa crisi adeguandosi alle richieste del Consiglio di Sicurezza”.
“Riaffermiamo il nostro pieno sostegno all'attuale lavoro degli ispettori dell'Onu ai quali vanno dati il tempo e le risorse che il Consiglio di sicurezza ritenga necessarie. Tuttavia, le ispezioni non possono continuare all'infinito in assenza di una piena cooperazione dell'Iraq. Questo deve includere la presentazione di tutte le informazioni addizionali e specifiche sulla questione che sono state sollevate nei rapporti degli ispettori”.
“Baghdad non dovrebbe farsi illusioni: deve disarmare e cooperare immediatamente e pienamente. L'Iraq ha un'ultima opportunità per risolvere la crisi pacificamente. Solo il regime iracheno sarà responsabile delle conseguenze se continua a disattendere la volontà della comunità internazionale e non sfrutta quest'ultima occasione”.
“Riconosciamo che l'unità e la fermezza della comunità internazionale, come espresso nell'adozione unanime della risoluzione 1441, e lo schieramento militare sono stati essenziali per ottenere il ritorno degli ispettori. Questi fattori resteranno essenziali per raggiungere la piena cooperazione che cerchiamo”.
“Lavoreremo con i paesi arabi e la Lega delle nazioni arabe. Li incoraggeremo separatamente e congiuntamente per fare capire a Saddam Hussein quanto sia estremamente pericolosa l'errata valutazione della situazione e il bisogno di un pieno rispetto della risoluzione 1441. Sosteniamo le iniziative regionali della Turchia nei confronti dei paesi confinanti dell'Iraq e dell'Egitto”.
“In questo contesto regionale, l'Unione europea riafferma la sua ferrea convinzione riguardo alla necessità di rafforzare il processo di pace in Medio Oriente e di risolvere il conflitto israelo-palestinese. Continuiamo a sostenere una rapida applicazione del 'roadmap' adottato dal Quartetto. Il terrore e la violenza devono finire, così come l'insediamento di colonie.
Le riforme palestinesi devono essere accelerate e a questo riguardo la dichiarazione del presidente Arafat secondo la quale verrà nominato un primo ministro é un passo nella giusta direzione che accogliamo con favore”.
“L'unità della comunità internazionale é vitale per affrontare questi problemi. Siamo impegnati a lavorare con tutti i nostri partner, ed in particolare con gli Stati Uniti, per il disarmo dell'Iraq, per la pace e la stabilità nella regione e per un futuro dignitoso per tutte le sue popolazioni”.
(18-02-2003)
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