"Saddam Hussein deve fare un gesto inequivocabile e significativo per la pace futura". Lo ha chiesto il presidente della Commissione europea, Romano Prodi. "Adesso é in lui la decisione più importante per evitare la guerra" - ha aggiunto - ricordando i molti strumenti a disposizione della comunità internazionale: "Dobbiamo usarli, perché dopo una guerra staremmo tutti molto peggio. Il nostro obbiettivo resta ottenere con la pace il disarmo di Bagdad".
Intanto diplomatici americani e britannici stanno lavorando all'elaborazione di una risoluzione delle Nazioni Unite che fisserà un ultimatum a Baghdad per disarmare. Il presidente americano Bush ha avuto una lunga telefonata col premier britannico Blair nella quale - ha reso noto il portavoce alla sicurezza - i due statisti "hanno parlato dell'Iraq, della seconda risoluzione e dell'importanza di vedere Saddam Hussein disarmato".
Mosca denuncia pressioni sugli ispettori
Il ministro degli esteri russo Igor Ivanov ha denunciato "fortissime pressioni" sugli ispettori internazionali per costringerli a lasciare l'Iraq o a consegnare al Consiglio di Sicurezza un rapporto che possa essere usato come pretesto per "una soluzione di forza".
Parlando dopo un incontro col collega indiano Yashwant Sinha, Ivanon ha chiarito che Mosca non esclude in linea di principio la possibilità di usare il veto all'Onu, ma per il momento è prematuro parlarne. Il ministro degli esteri ha precisato che al momento non sono stati presentati al Consiglio di Sicurezza nuovi progetti di risoluzione sull'Iraq e quindi non c'e' motivo di parlare della possibilità per la Russia di far uso del suo diritto di veto.
(20-02-2003)
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