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Prodi: "La guerra deciderà il futuro dell'Ue"

Il presidente della Commissione Ue all'Europarlamento: "Ci vuole una vera e propria politica estera comune". "La situazione umanitaria si sta rapidamente deteriorando in molte parti dell'Iraq". L'Ue metterà a disposizione 100 milioni di euro


"L'Unione europea vive un momento molto delicato della sua esistenza. Siamo di fronte a una crisi dalla quale dipende il nostro avvenire", ha detto il presidente della Commissione europea, Romano Prodi parlando davanti all'Europarlamento, sottolineando "il ruolo che l'Europa non sta svolgendo e che invece dovrebbe svolgere nella crisi irachena".

La situazione umanitaria si sta deteriorando
"La situazione umanitaria si sta rapidamente deteriorando in molte parti dell'Iraq", ha detto il presidente della Commissione Ue riferendo che dagli operatori sul posto arrivano notizie "molto particolareggiate" sull'emergenza umanitaria. "La Commissione sta facendo tutto il possibile per far fronte a questa situazione", ha detto Prodi, riferendo che "i violenti combattimenti in corso costringono molte persone ad abbandonare le loro case. A molti mancano i generi di prima necessità, cibo, vestiti, e soprattutto l'acqua".

L'Ue pronta per gli aiuti umanitari
Il presidente dell'esecutivo ha ricordato che Bruxelles ha messo a disposizione già 21 milioni di euro e ha chiesto agli Stati membri al Parlamento di poter utilizzarne altri 79 dalla riserve di emergenza per portare il contributo totale a 100 milioni di euro.
Una prima dotazione di 3 milioni di euro, assunta con una decisione di emergenza, è già stata destinata alla Cri che - ha detto Prodi - "ha già cominciato a fornire assistenza e aiuti alimentari nel nord dell'Iraq".
Per consentire che gli interventi umanitari vengano in piena sicurezza, la commissione contribuirà alla costruzione di un ponte aereo finalizzato a velocizzare gli aiuti. "Stiamo sostenendo la rete dei delegati della Cri che portano assistenza alle popolazioni irachene" - ha aggiunto Prodi - informando anche che l'Ufficio umanitario dell'esecutivo (Eco), che "ha già preso contatto con una delle poche organizzazioni non governative ancora largamente attive in Iraq, "Premiere urgence". Eco ha già contattato questa ong con la quale stiamo verificando l'utilizzo dei fondi di riserva".

Ocorre una politica estera comune
"Abbiamo bisogno di una vera e propria politica estera comune: solo l'Europa e un'Unione unita possono avere un peso nel mondo". "Nessun Paese europeo - ha ribadito il presidente della Commissione Ue - é abbastanza grande e importante da poter decidere da solo".

(26-03-2003)

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Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 26-03-2003 alle :