Condizionata dai recenti eventi internazionali che hanno portato alla guerra in Iraq, l’Unione Europea adesso prevede l’istituzione di un ministro degli Esteri che rappresenti la politica unitaria europea.
L'idea di un dicastero della politica estera è infatti previsto negli articoli della bozza di Costituzione dell’Ue, dove si specifica che la figura di un ministro degli esteri riassumerà, tra le altre, le funzioni dell'attuale presidente di turno, del responsabile della politica estera e di sicurezza dell'Ue.
Nel documento è anche previsto che l’Unione “mobiliti tutti gli strumenti a sua disposizione, compresi quelli militari” per “prevenire la minaccia terroristica, proteggere le istituzioni democratiche e la popolazione civile da un eventuale attacco terroristico” e assistere uno Stato membro nel “caso di attacco terroristico o di una catastrofe di origine umana o materiale”. Nonché, un'Agenzia europea delle capacità militari, che si occuperà soprattutto del settore degli armamenti e della ricerca.
Tutte queste novità verranno presentate al presidium europeo di giovedì e venerdì prossimi, ma è già chiaro che le previsioni contenute nella bozza della Costituzione esprimono il convincimento che l’Ue debba avere una politica estera unitaria e un impegno comune nelle scelte militari e di difesa.
Un’esigenza avvertita da più parti
”Il conflitto in Iraq rende urgente un'esigenza già avvertita: che l'Unione europea adotti una politica estera e di difesa comune”, ha detto recentemente il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.
“L'Europa ha bisogno di una vera politica estera comune, rafforzata”, ha spesso ripetuto il presidente della Commissione europa Romano Prodi. Sulla crisi irachena l'Europa “non c'è stata”, ha sottolineato Giuliano Amato, vicepresidente della Convenzione, secondo il quale “non siamo riusciti a far pesare l'Europa perché non abbiamo usato l'Europa. Ciascuno ha continuato testardamente a far prevalere le proprie politiche nazionali”.
Ruolo e funzioni del ministro degli esteri
La previsione di un ministro degli esteri avrà il compito non solo di ricoprire il ruolo di vicepresidente della Commissione europea, ma anche di rappresentare l'Europa nelle organizzazioni internazionali col potere di chiedere di intervenire al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
Secondo le bozze preparate dalla Convenzione, al ministro faranno inoltre capo le rappresentanze e le missioni diplomatiche dei 25 paesi dell'Unione. Il ministro avrà competenza anche in materia di politica commerciale, dello sviluppo, umanitaria, della sicurezza e della difesa.
Un'Agenzia militare per la difesa e contro il terrorismo
Le bozze degli articoli che saranno presentati al presidium prevedono inoltre la creazione di un' “Agenzia europea delle capacità militari”, con il compito di coordinare il settore degli armamenti e della ricerca.
In qualche modo un progetto in linea con l'iniziativa presa da Francia, Germania e Belgio, con il prossimo minivertice sulla difesa comune, che punterà soprattutto a controbattere lo strapotere americano nel settore dell'industria bellica, ma che vuole anche essere un passo verso la creazione di una forza di difesa europea.
La Costituzione prevede, infine, che l'Unione “mobiliti tutti gli strumenti a sua disposizione, compresi quelli militari per: prevenire la minaccia terroristica, proteggere le istituzioni democratiche e la popolazione civile da un eventuale attacco terroristico, assistere uno Stato membro nel suo territorio “nel caso di un attacco terroristico”.
(08-04-2003)
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