Secondo il rapporto di primavera della Commissione Ue presentato oggi a Strasburgo, nel 2003 in Eurolandia si perderanno, in termini netti, circa 100 mila posti di lavoro: è il primo calo dal 1994.
Il tasso di disoccupazione dovrebbe salire all'8,8% (8% nella Ue). Data la debolezza della ripresa, per il prossimo anno si stima solo una crescita limitata dei posti di lavoro che non sarà sufficiente a compensare l'incremento della forza lavoro.
La disoccupazione, pertanto, continuerà a crescere. L'area dell'euro potrebbe contare 1,4 milioni di disoccupati in più nel periodo 2002-2004.
Nel rapporto Ue si legge ancora che le prospettive economiche per la zona dell'euro restano sfavorevoli nel brevissimo termine, ma la recessione sarà probabilmente evitata. L'Ue prevede per il 2003 una crescita media limitata all'1% e per il 2004 al 2,3% (rispettivamente 1,3% e 2,4% nella Ue-15).
Ma il mette in guardia su un punto: le stime sono caratterizzate da notevoli incertezze ed è impossibile escludere la possibilità di un peggioramento qualora la guerra in Iraq si prolunghi.
(08-04-2003)
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