Dopo quello imposto a Berlino, la Commissione europea ha chiesto ai ministri delle Finanze dell'Ue di lanciare un ultimatum alla Francia perché adotti entro il 3 ottobre prossimo misure più severe di quelle attualmente previste dal governo per riportare, entro il 2004, il disavanzo pubblico sotto la soglia del 3% fissata nel trattato di Maastricht.
La proposta di raccomandazione - presentata dal commissario spagnolo Pedro Solbes e adottata dal collegio dell'esecutivo Ue - dovrà ora essere accolta formalmente nel corso dell'Ecofin previsto per il prossimo 3 giugno a Lussemburgo.
Con toni insolitamente duri, Bruxelles accusa Parigi di aver intrapreso misure insufficienti a risanare i conti pubblici. La Commissione invita quindi i paesi membri a rivolgere una raccomandazione alla Francia in cui si chieda di "porre fine all'attuale situazione di disavanzo eccessivo il più rapidamente possibile ed al più tardi entro il 2004". Per farlo Parigi dovrà adottare le misure necessarie entro il 3 ottobre 2003".
Bruxelles ha più volte espresso critiche sulla qualità della politica di bilancio francese, rilevando che la responsabilità del disavanzo non é da attribuire alla cattiva congiuntura, ma piuttosto alla politica di bilancio imposta dalle promesse elettorali del presidente Jacques Chirac. "Il grave deterioramento della situazione di bilancio nel 2002 - ribadisce Bruxelles - é dovuto in primo luogo ad incrementi delle spese ed a tagli delle imposte".
Scelte che, finora, Parigi si é rifiutata di abbandonare.
Se l'Ecofin dovesse accogliere le richieste di Bruxelles, a Parigi non resterebbero che quattro mesi di tempo per invertire la rotta del deficit. E per farlo non sembrano esservi altre soluzioni se non quella di tagli alla spesa pubblica o aumenti dell'imposizione fiscale.
Lo sforamento del tetto di Maastricht, inoltre, potrebbe non essere limitato al solo 2002 quando il deficit francese é arrivato al 3,1% del pil. Senza misure immediate la Commissione prevede anche per quest'anno un disavanzo del 3,7% (contro il 3,4% stimato da Parigi).
Brutte notizie anche sul lato del debito, che dovrebbe aumentare nel 2003 fino a superare la soglia del 60%. Le stime non migliorano neanche per il 2004, esponendo la Francia al rischio di sanzioni economiche (fino ad un massimo di 7,5 miliardi di euro). La Commissione é convinta infatti che l'anno prossimo il disavanzo resterà fermo al 3,5%, nonostante Parigi auspichi di scendere al 2.9%.
La 'ricetta' della Commissione: la Francia dovrà "ridurre il disavanzo corretto per il ciclo in misura superiore a quanto previsto attualmente". Per il 2004 Bruxelles chiede che le autorità francesi riducano il deficit strutturale (corretto cioé dall'andamento del ciclo economico) "di 0,5 punti percentuali del pil o in misura maggiore se necessario". Le autorità francesi dovrebbero poi garantire che il rapporto fra disavanzo e pil "riprenda a scendere nel 2004" e che si prosegua sulla strada del "risanamento della finanza pubblica" anche "dopo il 2004".
(08-05-2003)
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