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Il SuperEuro non spaventa l'economia
Nuovo record per la moneta unica europea, che sfonda il muro di 1,16 dollari. Secondo i ministri delle finanze di Eurolandia "un euro forte aiuta a mantenere la stabilità dei prezzi"
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"Un euro forte aiuta a mantenere la stabilità dei prezzi ed è una buona cosa per l'economia europea e l'economia globale".
Lo affermano i ministri delle finanze di Eurolandia in una dichiarazione diffusa al termine della riunione dell'Eurogruppo.
Oggi l’euro ha toccato un nuovo record, superando quota 1,16 sul dollaro, il livello più alto dal 25 gennaio 1999. La moneta unica, che poi ha ripiegato attorno a un valore di 1,155, ha toccato un massimo di 1,1628 sul biglietto verde.
In ogni caso la valuta europea conferma la tendenza all’apprezzamento, se si pensa che la chiusura Bce di venerdì segnava 1,1466. A favorire la debolezza del dollaro e, di riflesso, la crescita dell’euro è l’incertezza sulle prospettive dell’economia americana e mondiale.
Sia la Banca centrale europea sia la Federal reserve vedono nel 2003 una ripresa fragile e modesta, che non basterà a rilanciare la fiducia. I tassi di interesse sono ai minimi negli Stati Uniti, mentre la Bce, nell’ultima riunione, ha deciso di non intervenire sul costo del denaro, per lasciarsi ancora un margine di manovra nella seconda parte dell’anno.
L’euro forte non spaventa la Commissione europea: secondo Bruxelles il vero danno per l'economia europea non è dato da una valuta forte o debole, ma da un'eccessiva volatilità del tasso di cambio con dollaro, un elemento “non positivo per gli attori economici”. Lo ha ribadito il portavoce del commissario agli Affari economici e monetari, Pedro Solbes. “Si è passato da un lungo periodo in cui si riteneva che l'euro fosse sottovalutato a uno in cui si ha una correzione di questa sottovalutazione”.
Dello stesso parere il portavoce del G10, Eddie George, per cui la valuta europea “sta rialzando la testa da una precedente situazione anomala di sottovalutazione rispetto al biglietto verde”. A Basilea, comunque, si è discusso non tanto sull'euro forte, quanto sulla situazione generale dei mercati valutari che sta avendo un impatto sulle prospettive macroeconomiche internazionali.
(12-05-2003)
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