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agro alimentare

Fronte comune a difesa delle produzioni di qualità

Ai prossimi negoziati multilaterali all'Organizzazione mondiale per il commercio i ministri dell'agricoltura dell'Ue si muoveranno compatti per salvaguardare le produzioni agricole a denominazioni d'origine protette


L'Europa si muoverà unita, sul fronte internazionale, per difendere le produzioni agricole di qualità e i loro finanziamenti ai prossimi negoziati multilaterali all'Organizzazione mondiale per il commercio (Wto).
Sul fronte interno invece, L'Europa punta a mettere in cantiere una politica globale della qualità: dalla coltivazione dei prodotti alla loro certificazione, dalla vendita agli incentivi per i produttori.
E' verso questo modello produttivo che i ministri dell'agricoltura dell'Ue - a conclusione del consiglio informale a Corfù - hanno deciso di muoversi affinchè venga riconosciuta e protetta contro imitazioni e falsi una realtà importante dell'agricoltura europea, quella delle denominazioni di origine.

L'Italia con oltre 120 denominazioni protette (un'altra quarantina sono in dirittura d'arrivo) sulle 610 registrate nell'Ue, può contare su un valore al consumo di circa 7,7 miliardi di euro. Inoltre, l'80% delle denominazioni protette sono concentrate nel sud dell'Europa, in Francia, Italia, Portogallo, Grecia e Spagna.
Tra le produzioni di qualità rientrano anche quelle biologiche, in cui l'Italia è al primo posto in Europa, che quest'anno per la prima volta, ha annunciato il commissario europeo all'agricoltura Franz Fischler, "supererà la soglia dei 10 miliardi di euro con una crescita annua che potrà raggiungere, a secondo dei settori, il 20%".

"Tutto verte sul negoziato per la quinta ministeriale di Cancun a metà settembre - ha spiegato il ministro Alemanno - in quanto lì bisognerà fare in modo che ci sia una sorta di scambio tra l'apertura del mercato e la difesa delle denominazioni d'origine protette". Nei documenti di preparazione di Stuard Harbinson (il presidente del gruppo di negoziazione dell'agricoltura al Wto) - ha ricordato il ministro - non c'è traccia di quello che era stato raggiunto al round di Doha (fine 2001), dove erano state date delle indicazioni positive da questo punto di vista".
Su questo versante la strategia da seguire, secondo Alemanno, e' quella di 'allearsi' con i paesi del terzo mondo: "Solo se i paesi del terzo mondo - ha spiegato - comprenderanno che la difesa delle denominazioni d'origine sono anche a vantaggio della loro agricoltura avremo un fronte sufficientemente ampio per riuscire ad imporre questa situazione".

Anche dalla Commissione europea è arrivato un messaggio rassicurante sulla difesa delle denominazioni d'origine al Wto. "Vogliamo ottenere - ha detto Fischler - una tutela efficace delle denominazioni e chiediamo che venga riconosciuto il fatto che le produzioni di qualità sono correlate a costi superiori". Il commissario ha precisato di essere favorevole a fondi pubblici a sostegno della qualità.
Sul fronte europeo invece, Alemanno ha indicato che all'interno della riforma della politica agricola comune "c'è la possibilità di migliorare le misure di qualità nell'ambito dello sviluppo rurale aumentando i massimali".
Sul versante della sicurezza alimentare e durante la presidenza italiana - ha precisato Alemanno dopo un incontro con il commissario europeo per la sanità David Byrne - "saranno esaminati dei regolamenti per rafforzare la sicurezza alimentare in termini di tracciabilità e di controlli".

(14-05-2003)




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Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 14-05-2003 alle :