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economia

Il supereuro affonda i mercati

Euro sempre in crescita anche oggi ma sotto quota 1,17 dollari. Ieri sono andati in fumo in Europa 150 miliardi di capitalizzazione. Le borse hanno risentito pesantemente degli attentati che hanno colpito il Marocco


Euro sempre in crescita questa mattina, ma sotto quota 1,17 dollari in apertura dei mercati valutari. La moneta unica europea è scambiata a 1,1677 dollari contro gli 1,1652 dollari delle quotazioni Bce di ieri.

L'inizio della settimana è stato in forte calo per le piazze europee e a New York, mentre l'euro è volato ieri oltre quota 1,17 dollari, superando il livello d'esordio nel gennaio '99.

In Europa sono andati in fumo 150 miliardi di capitalizzazione. Cali di oltre il 4% a Parigi e Francoforte. Londra ha perso il 2,66%. A Piazza Affari, il Mibtel ha chiuso a -2,85%, il Numtel a -2,42%. A New York, il Dow Jones ha perso il 2,14%, il Nasdaq il 2,97%.

E, come se il fronte strettamente congiunturale non fosse abbastanza cupo, lo scenario geo-politico mette nuovamente in ambasce i mercati, con l'attentato a Casablanca nella notte tra venerdì e sabato a ricordare ancora una volta come la globalizzazione del terrore sia più che mai reale.

E' questo il quadro con cui si è aperta la settimana borsistica del Vecchio Continente, con cali a fine giornata del 4,26% a Parigi, perdite del 4,81% (in corso) a Francoforte e del 4,87% a Amsterdam. Nel complesso, l'indice paneuropeo Dj Stoxx 50 ha perso il 3,5% (a seduta ancora in corso).
Londra ha segnato una flessione del 2,66%, mentre Madrid e Milano hanno perso rispettivamente il 3,12% e il 3,05%. In calo del 2,64% Stoccolma e del 2,29% Zurigo. E' stata comunque la debolezza del dollaro a creare maggior suggestione sui listini europei.
Mai come ora, infatti, il segretario al Tesoro statunitense John Snow aveva dato un segnale di allontanamento dalla politica della valuta forte, inaugurata da Robert Rubin sotto l'amministrazione Clinton e proseguita poi dal predecessore di Snow, Paul O'Neill.
L'annuncio del nuovo corso, si è celato sotto dichiarazioni in cui Snow, nel corso del G8 di Deauville ha definito tra l'altro "ragionevolmente modesto" il recente calo del dollaro. Tradotto per i mercati, significa che non si contrappone alcun ostacolo ad un ulteriore indebolimento della valuta Usa.
E ancor più concretamente, per le Borse significa che l'attesa ripresa degli utili societari finirà con lo scontrarsi con le inevitabili difficoltà poste all'export da una valuta europea proiettata verso i massimi storici (1,1885).

Mentre il dollaro sembra precipitare e l'economia europea rischia di avvitarsi in una recessione, dopo la crescita nulla del primo trimestre, il Fmi ha parlato ieri concretamente di un rischio (seppur leggero) di deflazione anche per la Germania, oltre che per l'Asia, spingendo lo stesso cancelliere Gerhard Schroeder ad intervenire precisando di non vedere pericoli in tal senso.

A livello dei singoli comparti, il lunedì nero delle Borse ha fatto sentire i suoi effetti soprattutto su assicurativi (-5,59% il Dj Stoxx settoriale) e automobilistici (-4,71%), mentre hanno subito perdite maggiori al resto del mercato anche i tecnologici (-4,855) e i chimici (-4,96%).
Su quest'ultimo settore ha inciso particolarmente la svizzera Lonza Group, in calo del 17,6% dopo un allarme sugli utili che, a fine anno, mancheranno gli obiettivi prefissati. Male anche altri titoli del settore, con Akzo Nobel in discesa del 7,9% e Clariant del 6,4%.
A guidare i cali dei mercati sono stati però soprattutto i finanziari, direttamente penalizzati dai timori sull'andamento dell'economia in area euro. La tedesca Allianz ha ceduto circa il 7%, nonostante la 'buona' trimestrale di venerdì scorso. L'olandese Aegon ha segnato una frenata del 7,79%. Giu' del 7,6% Munich Re, con Ing Groep in discesa del 7,57%.

In attesa dei risultati che verranno diffusi mercoledì, la peggiore tra gli assicurativi è stata però la svedese Skandia, in calo del 7,85%. Nel comparto bancario, Credit Agricole ha segnato una frenata del 6% dopo utili nel trimestre risultati decisamente inferiori alle attese.
Sul fronte dei tecnologici, l'olandese Asml ha ceduto il 7,9%. Mentre Altran Technologies, che oggi diffonderà i risultati, ha registrato un tonfo del 10,2% sulle rinnovate voci di stampa relative a presunte irregolarità contabili. Nel comparto, comunque, solo pochi sono riusciti a contenere i cali, e la francese Alcatel ha segnato un ribasso del 6,1%.
La nuova ondata terroristica iniziata la scorsa settimana con i fatti a Riad e Casablanca ha messo nuovamente sotto pressione i titoli del trasporto aereo, del turismo e del lusso. Lufthansa ha ceduto il 4,7%, Air France ha segnato un calo del 4,8%.

A Piazza Affari gli indici hanno risentito anche dello stacco di alcuni dividendi particolarmente significativi. Sullo stacco delle cedole, infatti, Generali ha perso il 2,34%, Fondiaria-Sai il 2,45%, Mediaset il 3,32%, Mediolanum il 4,6%, Pirelli del 3,46%, Ras il 2,65%, San Paolo Imi il 3,53%, e Unicredit il 2,39%. Alcune blue chip hanno contenuto le perdite con Eni (-1,54%), Enel (-0,56%), Telecom (-0,99%) e Tim (-0,20%). Sotto pressione i bancari, con Intesa in calo del 4,01%, Capitalia dell'1,48%, Mediobanca del 3,44% e Bnl dell'1,81%.
Vendite concentrate su Fiat (-5,07%) dopo che l'agenzia di rating Moody's ha minacciato un nuovo declassamento. Male i titoli media, con l'Espresso in frenata del 4,70% e Rcs MediaGroup del 3,53%. Tra i tecnologici e' affondata Stm (-4,33%) trascinando al ribasso Finmeccanica (-2,75%). In attesa che il Cda della Cirio valuti il piano di ristrutturazione del debito, domani sera, i titoli della societa' di Sergio Cragnotti sono stati esclusi sin da quest'oggi dagli scambi in attesa di un comunicato. Lazio, sospesa piu' volte al rialzo, ha guadagnato invece il 28,15%. Rally anche per la Roma (+16,61%).

(20-05-2003)




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Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 20-05-2003 alle :