La Banca Centrale Europea ha deciso oggi di tagliare il costo del denaro di mezzo punto percentuale, che passa dal 2,5 al 2%.
Con la decisione odierna, oltre al saggio sui pronti contro termine, sceso al 2%, diminuiscono anche i tassi che delimitano il 'corridoio' di intervento: quello sulle operazioni di rifinanziamento marginale, al 3,00%, e quello sui depositi overnight, all'1,00%. La decisione ha effetto da domani, 6 giugno.
Il livello più basso dal secondo dopoguerra
Con il taglio dei tassi deciso oggi, il livello del costo del denaro nell'Eurozona scende a nuovi minimi storici: il costo del denaro in Europa torna ai livelli più bassi dal lontano 1948, ai tempi del Piano Marshall, cioè degli aiuti per la ricostruzione post-bellica.
L'Euro sale a 1,1732 dollari
L'euro è salito fino a un nuovo massimo di seduta a 1,1732 dollari in concomitanza con il taglio di mezzo punto percentuale dei tassi deciso dalla Bce.
Duisenberg: "C'è spazio per altre manovre"
I margini di manovra della Banca centrale europea non sono esauriti.
Lo sottolinea il presidente della Bce, Wim Duisenberg, al termine del direttivo odierno che ha ridotto il tasso di riferimento al 2%.
Il taglio di oggi, ha spiegato Duisenberg, tiene conto del fatto che permangono rischi per l'economia, dopo un primo trimestre di crescita debole. Il consiglio direttivo della Bce, secondo quanto riferito da Duisemberg, non ha preso in considerazione un taglio superiore ai 50 punti base, ma questa eventualità è stata esaminata.
Il presidente della Banca centrale europea ritiene che l'apprezzamento dell'euro rifletta in questa fase i fondamentali dell'economia: "Se visti in prospettiva, gli attuali livelli di cambio dell'euro sono in linea con i fondamentali economici - ha detto Duisenberg - e con il nostro interesse ad avere un'euro forte e stabile".
La rivalutazione della moneta europea negli ultimi mesi ha depresso la competitività verso l'estero, ha sottolineato, ma "l'attuale livello del tasso effettivo di cambio dell'euro e quindi la posizione competitiva degli esportatori dell'area dell'euro sono molto vicini alla media sul lungo termine".
Dalle parole di Duisenberg emerge che il fattore prezzi è stato determinante per il taglio di tassi: "Abbiamo concluso - ha spiegato Duisenberg - che la previsione della stabilità dei prezzi nel medio termine è migliorata significativamente dai tempi della nostra ultima decisione di abbassare i tassi. Come risultato abbiamo deciso di ridurre i tassi di interesse di 50 punti base".
(05-06-2003)
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