Sono oltre 520mila i lavoratori extracomunitari stagionali regolarmente impegnati nelle imprese agricole europee su un totale di circa 4 milioni 600mila occupati stagionali in agricoltura.
I dati sono stati presentati dalla Coldiretti in vista del vertice europeo dei capi di stato di Salonicco per sottolineare l'importanza della presenza dei lavoratori extracomunitari per lo sviluppo dell'agricoltura italiana ed europea.
Nell'Ue più di un lavoratore stagionale agricolo su dieci è extracomunitario, una presenza che in Italia ha raggiunto il 15% negli ultimi anni.
"L'immigrazione legale - sostiene la Coldiretti - è una risorsa per lo sviluppo economico e sociale della nuova Europa, e bisogna dare una risposta strutturale ai bisogni delle imprese e alle aspettative dei lavoratori, che sappia conciliare il rigore nei confronti della clandestinità con i cambiamenti di una moderna economia post-industriale".
Tutti i datori di lavoro agricoli dell'Unione europea - prosegue - constatano la mancanza di manodopera stagionale, l'insuccesso delle campagne attuate per favorire l'assunzione di lavoratori stagionali nazionali e la necessità di adottare politiche per lo sviluppo occupazionale fondate anche sull'impiego di lavoratori extracomunitari.
Nell'ambito Ue il maggior numero di extracomunitari si è registrato in Germania (250mila), seguono Grecia (120mila) e Italia, dove il DPCM approvato dall'ultimo Consiglio dei Ministri ha autorizzato l'ingresso di ulteriori 8.500 lavoratori stagionali rispetto ai 60mila autorizzati all'inizio dell'anno per il 2003.
Una risposta coerente alle esigenze manifestate dalle imprese e dai lavoratori che ha preso atto della difficile situazione nei campi in vista delle imminenti campagne di raccolta dei prodotti agricoli.
La maggior parte dei lavoratori extracomunitari agricoli occupati nell'Unione proviene da Paesi dell'Europa dell'Est (90%), verso i quali è stato deciso l'allargamento. Riguardo all'immigrazione stagionale di lavoratori agricoli extracomunitari è possibile distinguere tre categorie di Paesi: Germania, Austria e Grecia. In questi Paesi l'immigrazione stagionale è largamente ammessa e i lavoratori stagionali extracomunitari costituiscono in questi Paesi una elevata percentuale degli stagionali agricoli. Si tratta, per la maggior parte, di lavoratori provenienti dai Paesi dell'Europa centrale ed orientale:
Germania: sono presenti essenzialmente polacchi, ma anche ungheresi e rumeni
Austria: accoglie polacchi, ungheresi e cittadini dell'ex Yugoslavia
Grecia: si trovano soprattutto albanesi, ma anche bulgari, rumeni.
In Spagna, Francia e Italia, l'immigrazione stagionale è possibile, ma è fortemente regolamentata.
In Italia e in Spagna, i lavoratori stagionali stranieri sono relativamente numerosi ma regolamentati attraverso il meccanismo dei fluissi, mentre in Francia, l'immigrazione stagionale è teoricamente possibile, ma è fortemente limitata nella realtà: i lavoratori stagionali migranti rappresentano meno dell'1% degli stagionali agricoli. In Belgio e in Danimarca, l'immigrazione è vietata o quasi vietata.
(17-06-2003)
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