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politica

Più Europa per la pace

E' la richiesta scaturita dopo i colloqui dei ministri comunitari con i colleghi israeliano e palestinese, Silvan Shalom e Nabil Shaath


Da israeliani e palestinesi c'è ora la richiesta di "più Europa nel processo di pace in Medio Oriente": lo ha detto a Bruxelles il ministro degli esteri Franco Frattini, presidente di turno del consiglio Ue, dopo i colloqui dei ministri comunitari con icolleghi israeliano e palestinese, Silvan Shalom e Nabil Shaath.

"Più partecipazione dell'Europa è stata chiesta dalle due parti" ha aggiunto Frattini. Dai due incontri, ha detto il titolare della Farnesina, "esce rafforzata la prospettiva di un ruolo più forte dell'Ue nel processo di applicazione della road map". Secondo Frattini, l'Europa "non deve solo avere un ruolo di partecipante alla ricostruzione economica", come previsto dal 'Piano Marshall' per la Palestina proposto già due anni fa dal premier italiano Silvio Berlusconi. "Quello è un pilastro" ha aggiunto.

Ma ora "all'Europa si chiede di più, non solo una partecipazione agli sforzi economici, ma anche una maggiore presenza al negoziato politico". In prospettiva, secondo Frattini, l'Ue, "forse in un prossimo momento, dovrà avere il proprio ruolo anche nel monitoraggio dell'attuazione della road map".

LA PRIMA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO PER FRATTINI
Iraq, Iran, Medio Oriente, ma anche Africa e riforme istituzionali: sono questi i principali temi che hanno caratterizzato la prima presidenza di una riunione del Consiglio Affari generali e relazioni esterne dell'Ue, del ministro degli esteri italiano, Franco Frattini.
Una giornata carica di impegni e di temi caldi, cominciata con l'illustrazione ai capi della diplomazia dei Quindici del programma della presidenza italiana, che ha registrato, secondo le parole dello stesso Frattini, "la condivisione da parte di tutti coloro che sono intervenuti".

Con l'alto rappresentante Ue Javier Solana, ed il presidente della Commissione europea Romano Prodi, Frattini ha insistito soprattutto sul fatto che la prima priorità della presidenza italiana è quella di portare avanti e se possibile concludere il negoziato sulla prima Convenzione europea. Sulla scadenza fissata - la fine del semestre - alcuni paesi, quali Finlandia e Austria, hanno espresso qualche riserva, ma il termine fissato da Roma ha incassato il via libera di Francia e Germania.
In particolare il ministro degli esteri francese, de Villepin, ha espresso chiaro sostegno "alla posizione della presidenza italiana", auspicando che "si arrivi ad un accordo tra europei in tempi rapidi".

La prima uscita di Frattini alla guida del Consiglio dell'Ue è stata caratterizzata soprattutto dalla presenza contemporanea - una prima assoluta a Bruxelles dal 2001 - e dal successivo incontro che ha avuto luogo tra il ministro degli esteri israeliano, Silvan Shalom, ed il suo omologo palestinese, Nabil Shaath.

PRODI: "UN COMPITO MOLTO DIFFICILE PER LA PRESIDENZA ITALIANA
Alla nuova presidenza italiana dell'Ue spetta "un compito molto difficile, quello di tenere saldo il timone della nostra nave in un periodo di turbolenze".
Lo ha detto il presidente della Commissione europea Romano Prodi intervenendo alla riunione dei ministri degli esteri Ue presieduta per la prima volta da Franco Frattini.

Parlando della situazione in Iraq e Afghanistan, Prodi ha poi aggiunto: "Vincere la pace è molto piu' difficile che vincere la guerra. Quando si tratta di vincere la pace l'Europa ha una capacità ed una esperienza difficilmente eguagliabili, ed è bene che lo dimostriamo anche in questo frangente".

(22-07-2003)




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Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 22-07-2003 alle :