A rischio i bilanci pubblici di 14 dei 15 Paesi dell'Ue. Secondo i dati della Commissione europea la situazione dei bilanci pubblici nel 2003 è peggiorata in tutti i Paesi dell'Unione ad eccezione del Belgio, facendo salire il rapporto deficit/Pil di Eurolandia al 2,8% contro il 2,2% del 2002.
Secondo le stime della Commissione contenute nel rapporto sulle previsioni di autunno, il deficit italiano si attesterà al 2,8% del Pil nel 2004 (dal 2,6% del 2003), restando così sotto la soglia del 3% indicata dal Patto di stabilità, mentre Francia e Germania supereranno il 3%: per la Francia, dopo il 4,2% nel 2003, il disavanzo sarà pari al 3,8% del Pil nel 2004, mentre per la Germania, dopo il 4,2% del 2003, sarà pari al 3,9%.
E con le politiche correnti, cioè senza interventi sui conti pubblici, nel 2005 andrà ancora peggio: Francia, Italia e Germania supererano la soglia del 3% nel rapporto deficit/Pil, rispettivamente 3,6%, 3,5% e 3,4%.
Secondo la Commissione, il Pil di Eurolandia crescerà in media dello 0,4% nell'anno in corso e dell'1,8% nel 2004, mentre nella Ue a 15 il livello medio di crescita raggiungerà lo 0,8% nel 2003 e il 2,0% l'anno prossimo. Meglio ancora nel 2005: 2,3% nella zona euro e del 2,4% nell'Ue a 15.
Per quanto riguarda l'inflazione, a Eurolandia si attesterà al 2,1% nel 2003, rispetto al 2,3% dello scorso anno, mentre dovrebbe scendere al 2% nel 2004 e addirittura si stima un crollo all'1,7% nel 2005.
Ripresa in vista nel 2004
Previsioni fosche, anche se stemperate dalla dichiarazione di ottimismo del commissario Ue alle Politiche economiche e monetarie Pedro Solbes, secondo il quale "l'economia europea ha evitato una recessione nel momento di attuale rallentamento della crescita" e per tale ragione, "sono ottimista sul futuro dell'economia dell'Unione".
E nonostante il quadro poco rassicurante, Solbes ribadisce che "la Commissione non ha previsto alcuna modifica del patto di stabilità, ma prevede anzi di applicarlo così come è", con l'obiettivo di raggiungere, negli Stati membri l'equilibrio di bilancio nel 2006.
Occupazione, nel 2003 si perderanno 200mila posti di lavoro
Poco rosee anche le previsioni per quanto riguarda il mercato del lavoro nell'area dell'euro e in particolare in Italia, dove “la crescita dell'occupazione - si legge nel documento - sarà rallentata”, con un aumento dello 0,3% nel 2004 e dello 0,8% nel 2005.
Nell'area dell'euro, secondo le previsioni della Commissione, nel 2003 si perderanno 200mila posti di lavoro in termini netto, il primo calo dal 1994.
Solbes: “Per la prima volta dal 1994, quest'anno il numero di occupati in Europa subirà una contrazione dello 0,2%, a dimostrazione del fatto che le prospettive del mercato del lavoro sono 'meno favorevoli' che in passato, mentre il dato resterà stabile per l'Ue a 15. Nel 2004 - ha proseguito il commissario Ue - ci attendiamo che l'occupazione cresca, ma solo di un magro 0,3% per poi accelerare fino allo 0,8% nel 2005".
(30-10-2003)
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