Tra oggi e martedì - secondo il commissario Pedro Solbes - i ministri finanziari dell'Ue dovranno prendere "la decisione più difficile da quando esiste l'Unione economica e monetaria". Dalle conclusioni delle riunioni dell'Eurogruppo (i ministri dei 12 paesi dell'Euro) e dell'Ecofin dipenderà il futuro del Patto di stabilità di crescita economica.
Voluto dalla Germania e approvato nel 1997 per garantire che l'euro non fosse indebolito dalla mancanza di rigore finanziario dei paesi del "Club Med" (Italia e Spagna), il Patto è messo adesso in discussione proprio dalla Germania e dalla Francia, che ne hanno violato le regole.
A conferma dell'importanza del momento, alla cena di lavoro di stasera dell'Eurogruppo parteciperà anche il presidente della Commissione europea, Romano Prodi. Sul tavolo dei ministri ci saranno le controverse "raccomandazioni" della Commissione nei confronti di Parigi e Berlino.
Ma la discussione non potrà evitare l'argomento più generale della flessibilità con cui la Commissione interpreta quelle regole. Una flessibilità che Germania e Francia, con l'appoggio di diversi altri paesi (tra cui l'Italia) considerano ancora insufficiente, mentre per la Commissione giudica di aver già fatto il possibile, accettando di distribuire in più anni lo sforzo di rientro dei disavanzi eccessivi entro la soglia del 3% (con un minimo dello 0,5% all'anno), invece di chiedere il rientro immediato in un anno.
La Commissione chiede ai governi francese e tedesco dei rapporti semestrali sugli sforzi di riduzione del deficit pubblico, fino al raggiungimento del fatidico 3% in rapporto al Pil nel 2005.
Ma se la Francia sembra disposta a ridurre il disavanzo solo dello 0,7% nel 2004, a fronte dell'1% richiesto da Bruxelles, nel caso della Germania, il ministro delle finanze tedesco, Hans Heichel, chiede un anno in più, e protesta che l'atteggiamento "collaborativo" del suo governo dovrebbe essere tenuto in conto e bastare ad escludere la prospettiva delle sanzioni, previste dal Patto in caso di recidività.
La presidenza italiana dell'Ecofin ha annunciato che presenterà una sua proposta di compromesso, che dovrebbe suggerire di diluire in due anni le misure che la Commissione vorrebbe applicare ai due paesi l'anno prossimo.
(24-11-2003)
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