Il deficit italiano sfonderà il tetto del 3% del Pil nel 2005, assestandosi al 3,5% (nel 2004 sarà al 2,8%). E la crescita sarà molto meno impetuosa di quanto “ottimisticamente” previsto dal governo italiano.
E' l'analisi della Commissione europea, che ha diffuso la sua valutazione dei programma di stabilità dell'Italia da qui fino al 2007 (che dovrà passare all'esame dell'Ecofin il prossimo 10 febbraio), ritenendo “a rischio” la situazione dei conti pubblici.
Dati molto peggiori di quelli previsti dal governo, che stimava nell'ultimo piano di stabilità inviato a Bruxelles una stima il disavanzo al 2,2% nel 2004 e all'1,5% nel 2005.
Deficit, nel mirino anche Francia e Gran Bretagna
Oltre che sull’Italia, il rischio che il deficit superi la soglia del 3% del Pil prevista dal patto di stabilità pesa anche su Francia e Gran Bretagna.
Nel caso dell'Italia secondo la Commissione "il deficit nominale di bilancio si avvicinerà alla soglia del 3% del pil nel 2004". Il programma di stabilità italiano "non sembra fornire un sufficiente margine di sicurezza".
Per l'Italia, il giudizio pone l'accento su previsioni di crescita "ottimistiche", si rileva la mancanza di informazioni sulle misure una tantum previste e si nutrono dubbi sul ritmo di riduzione del rapporto debito/Pil. La conclusione di Bruxelles è che il prossimo anno l'Italia, a perimetro invariato, potrebbe trovarsi con un disavanzo al 3,5% del Pil, quindi oltre la soglia del Patto di stabilità e di crescita.
Per la Francia l'esecutivo di Bruxelles ritiene che permangono "numerosi rischi" di un nuovo sforamento del deficit malgrado l'impegno di Parigi di riportare il proprio disavanzo dal 4% previsto nel 2003, al 3,6% nel 2004 e al 2,9% nel 2005.
La Francia si è impegnata a riportare il proprio disavanzo (previsto al 4,2% nel 2003) sotto questo limite entro il 2005. La Commissione aveva proposto una raccomandazione vincolante, respinta dall'Ecofin il 25 novembre scorso. Sulla sospensione della procedura, Bruxelles ha annunciato la presentazione di un ricorso alla Corte di giustizia.
Secondo la Commissione - persiste una situazione di "fragilità" della finanza pubblica francese, confermata dal fatto che nell'ultimo anno del programma (il 2007) il disavanzo previsto si attesta all'1,5% del Pil, a fronte di una crescita prevista del 2,5%, considerata non troppo realistica. "Se la crescita sarà più bassa di quella prevista", per Bruxelles "c'è il rischio di un nuovo sforamento dei conti nel 2007".
Anche la Gran Bretagna è a rischio deficiteccessivo, troppo vicino se non sopra al 3% del Pil, la soglia prevista dal Patto di stabilità e di crescita. Lo afferma la Commissione Ue nel giudizio sul programma di convergenza 2002-2003/2008-2009 inglese, approvato oggi. Il programma prevede un deficit pari al 3,3% nel periodo 2003-04, che "appare superare il 3% del Pil prendendo a base l'anno finanziario". Se anche l'analisi sull'anno di calendario confermerà questo dato, "questo potrebbe costituire - afferma la Commissione - un deficit eccessivo". Bruxelles rileva che nonostante le proiezioni che prevedono un miglioramento della situazione, "in nessun anno del periodo del programma sembra esserci un sufficiente margine di sicurezza contro il superamento del 3% nel rapporto deficit/Pil considerate le normali fluttuazioni economiche".
Solbes: “Non è necessaria una modifica del patto di stabilità
"Non credo sia necessaria una modifica del trattato. I regolamenti sono in linea con il trattato". Così il commissario Ue agli affari economici e monetari Pedro Solbes ha risposto a chi gli chiedeva dettagli sulla riforma del patto di stabilità. Solbes ha aggiunto che Bruxelles sta studiando quello che è successo negli ultimi quattro anni tenendo conto dei punti deboli e forti del patto. Tra i punti deboli Solbes ha indicato il problema legato ai cicli economici, alle relazioni tra linee guida di politica economica e il patto, e la questione della gestione ottimale della situazione economica nei vari paesi. "Su questi punti - ha detto - stiamo facendo una riflessione, poi la commissione presenterà un documento che prenderà forma probabilmente di una comunicazione".
(29-01-2004)
|