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economia

Europa fanalino di coda della ripresa mondiale

Secondo la Banca dei Regolamenti Internazionali nel 2004 il Pil mondiale crescerà del 4,5% ma l'Europa continentale continua a procedere a rilento


La ripresa dell'economia mondiale è destinata ad accelerare nel corso del 2004, attestandosi sul 4,5% di crescita media, e questo scenario virtuoso si accompagnerà ad una bassa inflazione. Al tempo stesso, peraltro, rimangono alcune ombre all'interno di questo processo ed alcuni rischi legati alla sua sostenibilità. La ripresa economica in corso, infine, sta avvenendo in maniera poco omogenea, con l' Europa che fa da spettatore, registrando una performance decisamente deludente.

Sono i termini con cui la Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI), nella sua 74esima Relazione annuale, ha fatto fa il punto sulla situazione della congiuntura internazionale, sottolineando che le modalità con cui potrà evolvere in futuro il quadro economico complessivo dipendono in larga misura da una variabile fondamentale, cioè dalla produttività.
La BRI avverte che, in ogni caso, la ripresa in corso è stata favorita, se non addirittura determinata, da un concorso di stimoli difficilmente ripetibili. In primo luogo - osserva la Relazione - "la perdurante spinta di politiche macroeconomiche estremamente accomodanti", con i tassi d' interesse delle maggiori economie industriali che si sono situati "intorno ai valori minimi dell' era postbellica". Ma in aggiunta a questo stimolo senza precedenti, "numerosi Paesi hanno compiuto massicci interventi sul mercato dei cambi" ed inoltre "in molte economie emergenti le condizioni finanziarie si sono generalmente allentate".

Sono condizioni - fa presente la BRI - che non potranno essere preservate a lungo, in quanto destinate inevitabilmente a lasciare il campo in particolare ad un rialzo del costo del denaro. Ma in questa prospettiva - fa presente la Relazione - "la sfida cruciale in capo alle autorità è come imprimere un orientamento restrittivo evitando al tempo stesso di destabilizzare un' economia mondiale che già palesa squilibri finanziari e reali di vario tipo".
Il processo di ripresa dell' economia internazionale è comunque in pieno corso, anche se è trainato, fra i maggiori Paesi industrializzati, sopratutto dagli Stati Uniti, con il Giappone che peraltro è riuscito dopo tanti anni ad invertire una tendenza pesantemente negativa, approfittando anche della ripresa della domanda interna. Al contrario, è l' Europa che latita, con una domanda domestica debole ed un contributo dell' export netto alla crescita del prodotto interno lordo "divenuto fortemente negativo".

L'accelerazione della ripresa, in ogni caso, non è riuscita almeno fino a questo momento a risollevare un mercato del lavoro che resta debole, considerato fra l'altro che "nell'area dell'Ocse non vi è stata in pratica creazione netta di posti di lavoro negli ultimi tre anni". Va aggiunto che in questo contesto la dinamica salariale ha registrato un andamento modesto, con la conseguenza di ulteriori effetti negativi.

La Relazione annuale della Banca dei Regolamenti Internazionali si sofferma anche su un aspetto che viene individuato come fondamentale ai fini di assicurare credibilità alla ripresa, cioè la crescita della produttività, che - fa presente la BRI - fa riferimento alla quantità di prodotto ottenuta per unità di lavoro e "svolge un ruolo centrale nel determinare gli standard di vita di un Paese". Oltre a questo, la stessa crescita della produttività "influendo sulle aspettative di profitto e, pertanto, sui prezzi delle azioni", assume al tempo stesso "grande rilevanza per i mercati finanziari".
Anche su questo terreno, in ogni caso - sottolinea la BRI - gli squilibri fra le diverse macroaree sono rilevanti, con gli Usa in particolare che continuano a registrare un forte incremento della produttività, con un distacco di circa il 30% sulle altre principali economie industriali.

Gli altri punti salienti toccati dal rapporto della BRI riguardano la finanza pubblica e le pensioni. Nel primo caso, si sottolinea che in una prospettiva di più lungo periodo "si rende necessario un significativo miglioramento dei saldi di bilancio correnti in molte grandi economie, non foss'altro che per stabilizzare gli attuali livelli del rapporto debito netto/PIL". La BRI afferma che il recente allentamento delle regole fiscali da parte di diversi Paesi costituisce così "motivo di preoccupazione".

Quanto alla previdenza, la Relazione annuale rileva che se i Governi dei Paesi più industrializzati vorranno continuare ad onorare gli impegni, dovranno essere poste in atto "ulteriori azioni ufficiali". Fra queste, si accenna anche alla riduzione, "in modo ordinato", dei diritti garantiti, limitando in questa maniera "i trasferimenti tra generazioni correnti e future di lavoratori".

(29-06-2004)

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Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 29-06-2004 alle :