La Gioconda ha lasciato la Sala Rosa, dove era sistemata temporaneamente, per tornare nella Sala degli Stati. Quest’ultima è una sala importante di 840 metri quadrati ed è situata al primo piano del Louvre.
Qui il celeberrimo dipinto di Leonardo è stato esposto dal 1950 al 2001. In questa data però, è iniziata l’analisi dei lavori che sarebbero stati necessari per risolvere la cattiva illuminazione, l’acustica poco convincente, l’assenza di climatizzazione ed anche poi la circolazione poco agevole dei visitatori. Dopo di che, dopo cioè aver valutato, è arrivata la fase operativa e sono stati eseguiti tali lavori in maniera assai accurata.
La ristrutturazione è stata diretta dall'architetto Lorenzo Piqueras, per un costo totale di 4,81 milioni di euro che la rete televisiva giapponese Nippon Television Network ha coperto quasi in toto.
Il peruviano Piqueras ha pensato anche al sistema di illuminazione, aiutato da Marc Fontoynont, così insieme hanno realizzato un mix fra luce naturale ed artificiale.
Per quanto concerne poi la collocazione di "lei", della Gioconda cioè, ebbene: scordiamoci com’era prima, appesa alla parete, perché ora è al centro della sala, all’interno di una grande vetrina blindata.
Lo scrigno di cristallo ad altissima tecnologia è opera di una ditta italiana, il Laboratorio museotecnico Goppion di Milano, che l'ha definita una “vera cassaforte trasparente”.
A fare compagnia alla Gioconda, ma di fronte, ad una ventina di metri di distanza, ci sono “Le nozze di Cana” del Veronese. Quest’ultimo è il più grande dipinto del Louvre, pari a 6.77 metri per 9.94.
Fanno da corteggio affissi alle pareti, altri sessanta capolavori della pittura veneziana del '500, opere di Tiziano, Tintoretto, Veronese, che a loro volta trovano un più adeguato risalto nell’attuale sistemazione della Sala degli Stati.
In essa, si badi bene, saranno mantenuti costanti i 20 gradi centigradi di temperatura e il 50% di umidità.
Non tutti forse però sanno che la Gioconda ha un problema… alla base, tende cioè ad incurvarsi, così conservatori museali e restauratori, come ogni anno, la hanno esaminata. I risultati dell’ultimo vaglio non sono noti, è stata però confermata l’abilità di Leonardo Da Vinci nella scelta del legno.
Inoltre il Louvre si è opposto al prelievo anche di un solo frammento millimetrico del quadro da parte dei tecnici del Centro di ricerca e di restauro dei Musei di Francia. Temono che venga rovinato il sorriso più celebre del mondo per vedere il quale l’anno scorso il 90% dei 6,6 milioni di visitatori, ha varcato la soglia d’ingresso del museo.
(12-04-2005)
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