Novità in Inghilterra sul fronte tradimenti e gelosia. E’ accaduto che più di tremila cittadini inglesi che da anni pagavano gli assegni di mantenimento a figli… non loro, saranno rimborsati per le spese indebitamente sostenute dal governo, più precisamente dall’agenzia pubblica che si occupa di costringere i padri renitenti a contribuire al mantenimento dei figli.
In pratica solitamente succede che, qualora una donna fornisca il nome del padre del suo bambino che in questi casi non è il di lei marito, scatta per il papà ignaro, l'obbligo di pagare il mantenimento del piccolo.
Adesso, grazie alle possibilità che la scienza offre, gli uomini che non sono convinti della paternità loro attribuita, possono decidere di contestare tale dichiarazione e di sottoporsi al test del DNA. Fino a questo momento l’esame in questione ne ha scagionato ben uno su sei.
Su The Times si legge invece che in Gran Bretagna, chi uccide la propria moglie colto da un raptus di gelosia accecante, dovrà farsene carico senza attenuanti. Il che significa che se precedentemente in questi casi la giustizia era clemente e venivano emesse sentenze miti, ora non sarà più così. Le nuove direttive impartite ai giudici parlano chiaro: la gelosia non deve essere considerata un'attenuante.
Ed Sentencing Guidelines Council che è l’organismo inglese presieduto da Lord Phillips di Worth Matravers, il giudice più alto in grado nel Paese, precisa, si legge sempre sul Times “che la sentenza non sia inferiore ai dodici anni e nei casi più gravi sia l'ergastolo”.
(30-11-2005)
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