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Il nucleare come energia alternativa
Se ne parla, visto il prezzo del petrolio, visto Kyoto, ma un europeo su due dice “no”, a causa delle scorie radioattive principalmente
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Un sondaggio di Eurobarometro condotto da Tns Abacus Opinion Social per la Commissione Europea ci illumina circa l'opinione dei cittadini europei sul nucleare.
Il 55% si dice contrario, anzi “fortemente contrario” a questo tipo di fonte energetica, i favorevoli sono il 37 %, sorvola l’8%.
L'opzione nucleare è rimbucata fuori come papabile alternativa al caro-petrolio e a Kyoto, ma le polemiche subito sono partite in Gran Bretagna ed in Italia. In Inghilterra infatti Tony Blair ha detto di gradire un ritorno all'atomo e da noi il ministro Scajola ha annunciato che il nucleare sarà nel programma elettorale della Casa delle Libertà.
Per effettuare questa ricerca è stato considerato un campione di venticinquemila persone negli Stati Membri dell'Unione, ma i dati rilevati non sono stati uniformi ed univoci, infatti a livello nazionale, i pareri favorevoli e contrari sono molto diversi da un Paese all'altro.
Ad esempio quasi due terzi degli svedesi si sono detti favorevoli all'energia nucleare (in Svezia ci sono ancora centrali atomiche), mentre invece in Grecia ed in Austria (dove non c’è il nucleare) il 90% dei cittadini sono contrari.
Anche però la dicotomia sopra citata, non è la regola, infatti prendono le distanze dall’energia atomica, anche i Paesi dove è adoperata.
Per non parlare del problema delle scorie radioattive: il 57% di chi dice “no” al nucleare, non si dice disposto a cambiare opinione nemmeno se si trovasse una soluzione allo smaltimento dei rifiuti contaminati.
Infatti emerge che la percezione del problema scorie sta migliorando, nel senso cioè che il 25% degli interpellati si sente informato (mentre era il 21% nel 2001), ma l’80% dei cittadini è convinto che i rifiuti nucleari siano un rischio.
Una cosa è certa: il 92% degli intervistati sente il bisogno di trovare una soluzione per le prossime generazioni.
Una domanda richiedeva di indicare a quali enti pubblici o industrie i cittadini europei si rivolgerebbero per informazioni sulle scorie radioattive e la risposta è stata “a fonti di informazione indipendenti o non istituzionali”.
Più specificamente le associazioni che godono della maggiore fiducia dei cittadini sono le organizzazioni non governative attive nella protezione ambientale (39%) o gli scienziati indipendenti (38%). Assai inferiore la fiducia di cui godono gli enti locali responsabili delle scorie radioattive (26%), i governi nazionali (19%) e l'Unione Europea (14%).
(27-12-2005)
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