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Commercio, storia ed identità di un popolo
Come fanno ad andare d’accordo? Talvolta è davvero difficile, come nel caso dell'Hotel Plaza di New York messo in vendita e delle brasserie storiche parigine cedute ai Belga
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Ne avevamo già parlato non appena la notizia fece il giro del mondo la prima volta: si parlò dello storico Hotel Plaza di New York, del fatto che il suo tempo si era definitivamente concluso, almeno come albergo, era infatti arrivato il momento di convertirlo in abitazione. Così, e questo mise un po’ di tristezza a tutti, tutti gli oggetti che vi erano all’interno e che, diciamolo via, avevano segnato un’epoca speciale per la Grande Mela, vennero messi all’asta.
Ora il Plaza è ufficialmente in vendita e comprarsene “un pezzetto” costa come minimo due milioni di dollari.
Infatti l'albergo che era di lusso si è trasformato in un condominio altrettanto patinato in una città in cui non è che le abitazioni le regalino.
La ristrutturazione tuttavia non è del tutto completa e finirà tra circa un anno, ma intanto gli appartamenti sono stati messi in vendita. Qualche esempio? Ebbene camera da letto, salotto e servizi con vista sulla strada costano a partire da 2 milioni di dollari, fino a toccare i 4,5 se si desidera affacciarsi su Central Park. Il top del top è riservato a chi si potrà permettere l'attico su tre livelli, per la modica spesa di 32,5 milioni.
Fine di un'epoca anche in un altro continente, l’Europa, precisamente in Francia. Qui accade che due famiglie storiche, Blanc e Bucher, hanno messo in vendita una trentina circa di brasserie situate nella splendida capitale: Parigi.
Qui la questione è differente, non è infatti messa in discussione solamente l’identità di un luogo storico, ma anche quella di un popolo.
Le due famiglie parigine hanno ceduto le brasserie non a dei privati, ma ad un gruppo, ossia ad un fondo d'investimento guidato da un finanziere belga. I nuovi proprietari che arrivano dal Belgio non cambieranno la destinazione d’uso di questi locali, cioè a dire resteranno adibiti alla ristorazione ed anche il personale impiegato rimarrà lo stesso, stesse squadre in cucina e stesse in sala.
La vera preoccupazione dei parigini non riguarda dunque, che so, i posti di lavoro, ma il fatto che le trattorie possano perdere quello spirito, la loro identità tutta parigina di brasserie che le rende un unicum inimitabile alieno da fenomeni di globalizzazione.
(09-01-2006)
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