I Parigini sono davvero frivoli nel senso che si gratificano con insoliti piccoli piaceri, cui spesso fa da sfondo l’arte ed il bello. Un luogo comune? Perché no, ma che non li sminuisce e poi è un dato di fatto che i loro vezzi diventino facilmente à la page, facendo il giro del mondo.
Adesso ad esempio a Parigi, andare al ristorante del museo è diventata anche una moda, cosicché accade che le opere d'arte… culinaria subiscano contaminazioni ed influenze dall’ambiente che le circonda.
Non ci stupirà pertanto se nei pressi delle opere d'arte delle sale Al Quay d'Orsay lo chef Yann Landureau suggerisce agli avventori esteti un pollo alla 'Kievienne', d’altronde l'esposizione in allestimento, dedicata alla Russia, emana un condizionamento “artistico” irrestiibile.
Per non parlare dei piatti del 'Grand Louvre': decisamente al di sopra di ogni ordinaria immaginazione. Qui infatti, nei pressi di uno dei musei più straordinari del mondo intero, si possono addirittura gustare le ricette dell'epoca dei quadri esposti, non solo, ma lo chef Yves Pinard dedica a Eugene Delacroix uno stufato di manzo preparato secondo una ricetta del diciannovesimo secolo.
Nel frattempo al Gran Palais continua il successo veramente inaspettato per la mostra "Malinconia - Follia e genio in Occidente", Malinconia, visitata quotidianamente da una media di 3.800 persone.
Le Monde parla di successo "inatteso" per questo evento inaugurato il 13 ottobre del 2005, ma forse noi non ci stupiamo, perché a Parigi le cose insolite piacciono sempre, specialmente quando si tratta di arte, la curiosità si acende. Chissà a proposito che cosa cucineranno nei pressi del Gran Palais.
(20-01-2006)
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