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cultura e societa

W le donne (che stanno a casa)!

L’8 marzo, Eurispes denuncia “Solo 8,7 milioni di donne hanno un lavoro”. Poco male, gli italiani pensano che siano famiglia e figli a farle sentire realizzate. Eppure siamo molto al di sotto della media Europa: che vorrà dire?


W le donne! O forse è meglio non esultare troppo, in Italia infatti la parola “parità” ha i contorni piuttosto sfumati. L'Eurispes, in occasione dell'8 marzo, fornisce un’indagine sulla condizione della donna nel nostro Paese.
Se la chiave dell’emancipazione femminile infatti (ok, è un termine un po’ desueto, sessantottino forse, eppure…) è il lavoro, quello che per intenderci rende (anche) l’uomo libero, non siamo davvero ai vertici della hit delle pari opportunità.
Il tasso di occupazione femminile in Italia è a quota 45,1%, in Francia 57,8%, in Germania 60,2%, in Danimarca 72,8%. In materia di spesa pubblica per la famiglia, la casa e l'esclusione sociale il nostro Paese si colloca al penultimo posto della graduatoria europea con l'1,1% del Pil (media Ue del 3,4%).
Gli ultimi saranno i primi? In un altro mondo a quanto pare, qui l’unico modo per essere i capofila è leggere la classifica partendo dal fondo.
E gli uomini come vedono le loro compagne, mamme, mogli, colleghe? Il 40% dei rappresentanti del sesso forte, ritiene che le donne devono aver cura della casa. Ma dove l’ho già sentito?

Le lavoratrici in Italia sono circa 8,7 milioni, ma attenzione: più della metà di risiede al Nord, infatti due terzi della popolazione femminile in età da lavoro al Sud resta a casa.
E’ evidente che la forza lavoro femminile da noi è decisamente ben al di sotto della media europea.
L'Istat calcola che tra i quindici ed i sessantacinque anni il tasso di attività è del 49,6% per un totale di 9.691.000 donne sul mercato.

Il 68,6% degli italiani, secondo Eurispes, pensa che, anche in presenza di figli, le mamme non dovrebbero rinunciare a lavorare, circa il dire che il successo nel lavoro è più importante per l'uomo che per la donna gli italiani si dividono: il 51,8% è d'accordo, il 47,2% in disaccordo.
Insomma nonostante le donne ormai siano nel mercato del lavoro a pieno titolo, i nostri connazionali pensano che il principale ambito di realizzazione femminile sia quelli di famiglia e figli. E se fosse solo un alibi?

(08-03-2006)




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Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 08-03-2006 alle :