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I giovani italiani sempre più a lungo in famiglia
Basta con la tiritera dei mangia spaghetti mammoni e viziati, è difficile nel nostro Paese andarsene da casa, serve un lavoro e la possibilità di avere un tetto sulla testa
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Si riparla ancora dei giovani italiani e di quanto siano mammoni. Un’inchiesta utile? Dipende, bisogna cioè chiarire cosa s’intende per “mammoni”, cioè se vuol dire che vogliono molto bene alle loro mamme, ed in questo caso poco male, o se si vuole alludere al fatto che vogliono restare a casa più a lungo possibile.
Quest’ultima ipotesi infatti andrebbe forse riletta alla luce dei dati dei dati e delle dichiarazioni Istat del 21 marzo in cui si evidenzia la difficoltà di trovare un’occupazione in Italia, tanto più se “stabile”, un aggettivo questo sconosciuto alla stragrande maggioranza dei giovani semi-occupati italiani.
Tornando alla ricerca condotta da Parship.it, la società di incontri on-line, su 2.780 single, ebbene da essa è emerso che i giovani italiani sono i primi in classifica in Europa quanto a difficoltà a lasciare il tetto familiare: ma sarà vero che non possono fare a meno dei maccheroni di mammà?
Dalla medesima analisi si evidenzia poi che mediamente il 48% dei single europei condivide il tetto con i genitori, in Italia invece il risultato è decisamente più forte: l'83% degli Italiani seguiti a ruota dagli spagnoli (61%) restano a casa. I più indipendenti? Sono gli svizzeri (26%).
Certo è difficile nel nostro Paese, non solo trovare un lavoro, ma anche comprare una casa o pagare un affitto, avere insomma una situazione economica tale da poter pensare di costruire una vita in due. In Europa è evidentemente più semplice e non si possono attribuire fattori come la maggiore permanenza in famiglia, ad un mero retaggio culturale vetero nostalgico.
(22-03-2006)
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