Nuovo appuntamento dei “Cento Pittori Via Margutta”, dal 28 ottobre al 1 novembre prossimi. Questa volta ad ospitare i cavalletti dei celebri artisti sarà Piazza del Popolo, demandata a proseguire la tradizione di Via Margutta attualmente interessata da lavori di ristrutturazione.
L’elegante isola pedonale della Capitale è stata ceduta, infatti, per l’occasione dall’Amministrazione Capitolina in alternativa alla storica strada, sede negli anni passati delle numerose esposizioni dell’Associazione.
A tagliare il nastro benaugurale della manifestazione, che rimarrà aperta tutti i giorni dalle 10.00 alle 21.00 con ingresso gratuito, dovrebbe essere il Sindaco di Roma, Walter Veltroni, che più volte in passato, ha rivolto ad Alberto Vespaziani, in quanto Presidente dell’Associazione, parole di profonda e sincera stima per quanto trasmesso con le opere presentate da ciascun artista.
“La nostra mostra, divenuta da tempo un irrinunciabile appuntamento per appassionati d’arte, romani e stranieri, è il piccolo contributo – ha detto Alberto Vespaziani, Presidente dell’Associazione Cento Pittori Via Margutta - che siamo lieti di dare a Roma così da rendere merito a questa città di essere luogo ricco di storia ed arte. Quello che auspichiamo è la sempre maggiore collaborazione dell’Amministrazione affinché ci venga reso possibile continuare a fare di Via Margutta una colorata galleria all’aperto”.
Alla manifestazione - patrocinata dal Comune di Roma, dalla Provincia di Roma e dalla Regione Lazio - prenderanno parte 120 tra pittori e scultori, che trasformeranno la piazza in un immenso e colorato ambiente espositivo in cui sarà possibile ammirare oltre 3.000 opere tra dipinti a olio, disegni, sculture e acquerelli.
In via del tutto eccezionale parteciperà alla storica kermesse anche un'anziana signora romana d'adozione che da sempre sognava di vedere il proprio cavalletto accanto a quello dei celebri "Cento Pittori". Desiderio esaudito, dunque, per Maria Dall'Ora Napoli, la simpatica nonnina pittrice "classe 1912" che, nel tempo libero, oltre a dipingere, scrive poesie e diari e continua a fare quello che ha fatto per una vita: dimostrare a tutti che non bisogna mai mollare né perdersi d'animo.
La mostra sarà ancora una volta interessante occasione per conoscere e analizzare linguaggi espressivi e tecniche artistiche diverse, studiare i fermenti che si sviluppano continuamente e raccogliere i diversi messaggi che ogni espositore intende “consegnare” alla collettività.
Per l'intera durata della manifestazione il pubblico potrà unirsi ai pittori di Via Margutta nel brindisi dedicato all'arte, alla storica kermesse e alla nuova "sede" della stessa degustando il vino offerto dall'azienda Agricola Cavalieri, che da sempre è vicina ai Cento Pittori di Via Margutta.
Cento Pittori Via Margutta: un po’ di storia
Nel 1953, nel pieno della “Dolce Vita” celebrata da Federico Fellini, il circolo di artisti raccolti attorno a Gino Zocchi, Giovanni Omiccioli, Angelo Urbani Del Fabretto e altri decise di dare vita e colore a Via Margutta, una strada che, da sempre, era stata, oltre che culla di pittori e poeti, scultori e musicisti, il loro rifugio naturale.
In questo clima di grande fermento artistico prese il via la prima edizione della rassegna “Fiera d’arte in Via Margutta”, una delle poche esposizioni su strada destinata a diventare, col tempo, un appuntamento fisso sia per gli appassionati e i critici d’arte che per i romani e gli stranieri.
Già questo primo appuntamento fu un successo, decretato anche, stando a quanto scrisse allora il RadioGiornale, “dal livello veramente eccezionale delle opere presentate, policrome negli stili e nelle concezioni, che una schiera di artisti di ogni tendenza ed età, di provata esperienza o di coraggioso tentativo, di fama già acquisita o di anonimata firma, hanno affidato al vaglio della critica e dell’opinione pubblica”.
Da quella prima edizione i pittori di Via Margutta continuarono e continuano a esporre nella celeberrima strada le proprie opere due volte l’anno, in autunno e in primavera.
A partire dal 1970, poi, alcuni di loro, risoluti a promuovere ulteriormente sia Via Margutta che il dialogo cosciente tra l’artista e il pubblico, hanno deciso di riunirsi nel gruppo che dalla strada prende il nome, dando così vita all’ “Associazione Cento Pittori Via Margutta”.
Protagonista della vita culturale e artistica della Capitale, sia per l’importanza delle manifestazioni che per gli oltre 3000 lavori di indiscutibile livello esposti ogni anno, l’Associazione continua a presentare a critici d’arte e pubblico una nutrita schiera di pittori, oltre cento artisti rigorosamente selezionati, ciascuno dei quali caratterizzato da un proprio linguaggio espressivo, una propria tecnica artistica, un proprio messaggio da “consegnare” - attraverso dipinti a olio, disegni, tele e acquerelli - alla collettività.
Il desiderio di “parlare” attraverso le proprie opere e trasmettere al pubblico le proprie emozioni fa sì che gli artisti, provenienti da ogni parte del mondo, trascorrano la maggior parte delle giornate di mostra a illustrare i lavori ai visitatori, a commentare con gli interessati ritratti e paesaggi, a discutere sulle tonalità dei colori usati o sulle scelte di tecniche e soggetti (da sempre rimasti liberi).
Un ‘Associazione artistica che conosce il valore del sociale
L’“Associazione Cento Pittori Via Margutta” ha sempre dimostrato interesse per le problematiche legate al mondo del sociale e rivolto la propria attenzione agli anziani, agli handicappati o agli artisti indigenti.
Così, in passato, fu data occasione ai disabili di esporre le proprie opere all’interno della storica manifestazione. Qualche edizione più tardi stessa possibilità fu offerta pure a pittori disagiati e, ancora, a “colleghi” provenienti dai Paesi dell’Est europeo.
Nelle manifestazioni successive, l’attenzione dell’ “Associazione Cento Pittori Via Margutta” si rivolse al popolo somalo e agli aiuti che gli erano necessari. Nel 1992 e nel 1993, infatti, l’Associazione mise a disposizione della Croce Rossa Italiana (CRI) centoventi opere da cui fu ricavata una considerevole cifra, poi impiegata in favore della popolazione della Somalia e di famiglie italiane bisognose.
Recentemente, “Cento Pittori Via Margutta” ha organizzato una mostra all’Ospedale Fatebenefratelli (Isola Tiberina) il cui ricavato è stato devoluto a un’associazione interna alla stessa struttura sanitaria e utilizzato a favore delle “genti lontane”.
Sei domande ad Alberto Vespaziani, Presidente dell’ “Associazione Cento Pittori Via Margutta”
• Cosa è e come nasce l’ “Associazione Cento Pittori Via Margutta”?
L’Associazione Cento Pittori Via Margutta nasce spontaneamente nel 1970, dopo l’esperienza fatta dal Comune di Roma che, dal 1952 e per parecchi anni, ha allestito la mostra (all’epoca eravamo 600 pittori), quando la via era davvero un’isola pedonale.
Nel 1969, il Comune ha cessato di occuparsi dell’organizzazione, divenuta ormai troppo grande.
L’anno dopo, la tradizione fu ripresa da un gruppo di pittori che, risoluti a promuovere ulteriormente sia Via Margutta che il dialogo cosciente tra artisti e pubblico, si riunì nell’associazione che appunto dalla strada prende il nome: nacque così l’ ”Associazione Cento Pittori Via Margutta”.
• 2) Qual’è la peculiarità di questa manifestazione, unica nel suo genere, che fino a prima dell’inizio dei lavori di ristrutturazione di Via Margutta,si è svolta in questa storica strada?
La peculiarità della manifestazione è rappresentata in primo luogo dalle attrezzature espositive, ma anche e soprattutto dalla presenza di pittori rigorosamente selezionati (siamo gli unici a fare un sorta di “test d’ingresso” agli espositori), ognuno dei quali è caratterizzato da un linguaggio espressivo e da una tecnica artistica unica.
Al di là del valore artistico di ciascuno di loro, l’Associazione si è sempre battuta per promuovere ulteriormente questa strada, che nell’immaginario collettivo dei pittori la identifica come quartiere degli artisti romani. E’ per questo che, anche quando organizziamo esposizioni lontane da Via Margutta e da Roma, è costante il riferimento a questa strada.
Sono nate così “Via Margutta a Bolzano”, “Via Margutta a Città della Pieve” e così via in giro per l’Italia.
Sulla base della nostra esperienza e dei nostri consigli, sono anche sorte associazioni e iniziative analoghe sia in Italia che all’estero.
• 3) L’Associazione si trasferisce per quest’edizione a Piazza del popolo. Quali sono state le difficoltà, di carattere logistico e non, che avete incontrato sulla vostra strada?
Difficoltà vere e proprie, almeno da un punto di vista logistico, non ce ne sono state. Certo l’iter burocratico che, come associazione, abbiamo dovuto affrontare è stato diverso rispetto a quello seguito in passato e forse un po’ più complesso. Piazza del Popolo del resto è un’area dove si svolgono solo eventi di grande rivelanza e, pertanto, l’assegnazione e la gestione della stessa è demandata al Gabinetto del Sindaco. Superfluo dire che aver la possibilità di esporre su questo prestigioso palcoscenico ci ha reso orgogliosi, al punto da farci superare qualsiasi ostacolo incontrato sulla strada. E questo è valso anche per quelli tra noi che, più abitudinari di altri, sicuramente noteranno le differenze di logistica tra questa sede e Via Margutta.
• 4) Quali sono i molti significati che assume per i Cento Pittori questo nuovo palcoscenico?
Da sempre Piazza del Popolo è per tutti, romani e non, la porta attraverso la quale accedere alla nostra città. Da anni l’Associazione “Cento Pittori Via Margutta” anelava ad esporre su questa piazza, in un luogo magico che per noi artisti rappresenta un palcoscenico importante. Grazie all’attuale Amministrazione Capitolina i Cento Pittori hanno visto esaudito questo desiderio. Oggi sento di poter dire che saremmo ben lieti se Piazza del Popolo divenisse, insieme a Piazza di Spagna, Piazza Mignanelli e Via Margutta, un altro punto di riferimento oltre che per gli artisti per quanti seguono i “Cento Pittori”.
• 5) Cosa vi aspettate da quest’edizione della manifestazione?
Quello che ci auguriamo è, innanzitutto, che da parte dell’attuale Amministrazione, attenta alle tematiche legate all’arte e alla cultura, ci sia la stessa attenzione dimostrata in passato nei nostri confronti.
E poi, cosa non meno importante, speriamo nell’affluenza di un pubblico che da sempre ci ripaga degli sforzi fatti e ci incoraggia ad andare avanti su questa strada.
• 6) Quali sono i prossimi appuntamenti nell’agenda dei “Cento Pittori”?
Il primo dei prossimi appuntamenti in programma è la consueta prenatalizia che si svolge ogni anno a Piazza Mignanelli prevista a partire dal 15 dicembre. E’ questo un momento molto importante per tutti gli artisti che fanno parte dell’Associazione, un momento entrato da tempo nel cuore dei romani. Lo scorso anno l’Amministrazione Capitolina decise di accordarci in sostituzione della piazza -allora interessata da lavori di ristrutturazione e rifacimento del manto stradale simili a quelli ai quali è attualmente sottoposta Via Margutta- Piazza del Popolo. Quest’anno ci auguriamo di poter ritornare ad occupare la nostra vecchia sede.
Quello di Piazza Mignanelli è, tuttavia, solo uno degli appuntamenti nel calendario della nostra Associazione. E’, infatti, nostra intenzione organizzare mostre nelle zone periferiche della città in modo che anche chi non abita nel cuore di Roma abbia modo di respirare a due passi da casa propria l’atmosfera di Via Margutta.
OSCAR TIRELLI
Oscar Tirelli è nato a Piacenza il 30/3/1938, vive e lavora suddividendo l’attività artistica tra Roma e Spoleto, dove da quasi un decennio opera con un suo spazio in occasione del Festival dei Due Mondi. Dopo il Liceo Scientifico ha intrapreso gli studi universitari di architettura ed ha poi frequentato la scuola di ceramica e la scuola libera del Nudo dell’Accademia Belle Arti di Roma. Per diversi anni si è dedicato alla scultura e ceramica presso lo studio di un maestro Scultore Franco Verroca. Ha realizzato la progettazione e la costruzione del burattino di Pinocchio per il film di Luigi Comencini, dirigendo poi la squadra dei manovratori per i movimenti di scena nelle riprese. Reduce da numerose mostre personali (Roma, Milano, Varese, Pavia, Montecatini), dedica attualmente la propria attività prevalentemente in Umbria ove ha riscosso numerosi consensi di critica e di pubblico. Fa parte dei Cento Pittori di Via Margutta.
“…Oscar Tirelli mette in mostra opere improntate ad una tecnica di alto lignaccio con felice scelta di cromatismo, riuscendo a dare alla sua pittura una delicatezza di tratto molto particolare…Ciò che colpisce a prima vista nelle sue ultime opere è la nuova concezione spaziale. L’artista, più che convinto che il futuro dell’uomo sarà lo spazio, inizia pertanto a dipingere corpi sospesi che vagano nel vuoto in una nuova astrazione senza luce, senza tempo: una dimensione che tende a racchiudere materia e spirito in un’unica simbiosi”.
Leonardo Zonno
“Dinanzi alle opere di Tirelli si avverte d’essere di fronte ad un artista di indiscusso valore pittorico, carico di visuale coloristica, di proporzioni, di fermezza di carattere e di snellezza di pennelli. Oscar Tirelli nei suoi quadri infonde un colore vitale quanto mai lirico ed intenso, servendosi di mezzi tradizionali e lo fa con un piglio nuovo di colorazione che è dato certamente dalla sua carica poetica. Dotato di un cromatismo che lo rende libero da ogni tendenza pittorica, mettendo a nudo il proprio motivo interiore, Tirelli porta sulle tele il linguaggio dell’animo immergendolo in un bagno di sentimento e di estasi. Le sue rappresentazioni pittoriche, le sue “scene di vita”, portano sulla tela un qualcosa di nuovo che trova rispondenza in un aspetto sociale ed universale nel quale palpita un destino, una situazione, un bisogno interiore. Nelle opere di Tirelli c’è un’ottima base dal lato compositivo, quanto dello studio della tonalità coloristica”.
Franco Buccieri
(28-10-2006)
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