A 50 anni dalla firma del Trattato di Roma, che ha segnato la nascita della nostra famiglia europea, l’Europa deve ancora mettere a punto un “linguaggio comune”, per farsi intendere da tutti, a partire dai giovani. Per questo motivo il Consiglio Provinciale di Perugia, nella giornata di celebrazioni di questa importante ricorrenza, ha scelto di dare il proprio contributo dando vita ad un evento che, organizzato a fianco di alcuni studenti dell’Itc Capitini di Perugia, ha visto riuniti i rappresentanti della massime istituzioni regionali umbre. Così anche da Perugia parte con vigore una spinta indirizzata verso l’Istituzione europea che, a giudizio di chi questa mattina è intervenuto nell’aula del Consiglio provinciale, ha bisogno di superare la situazione di stallo e di disincanto in cui è calata e di riprendere con decisione un cammino ancora lungo verso la definizione di un soggetto politico più coeso. Come continuare questo percorso, difficile ma doveroso? Quale soprattutto il contributo di ciascuno, delle Istituzioni, della Provincia di Perugia? Dal presidente del Consiglio provinciale Annina Botta sono giunte le prime sollecitazioni ed i primi elementi di riflessione: “Prima di affrontare specifiche questioni sociali, economiche o politiche – ha sostenuto - il nostro impegno deve essere orientato verso la ripresa del cammino che conduce alla definitiva affermazione della Costituzione europea. Senza il riconoscimento dell’assoluta necessità ed urgenza di condurre a termine il processo che costruirà una legittimità sovra¬nazionale e pertanto un’autorità che si ponga a fondamento di libertà, gli sforzi finora compiuti in tal senso rischiano di risultare vani” . Di fronte alle perplessità nei confronti della futura carta europea, Botta ha ricordato come “l’Unione Europea sia uno dei più validi motori di cambiamento di regime pacifico mai esistiti. Oggi – ha fatto notare - la prospettiva di ingresso nell’U.E. incoraggia un Paese dopo l’altro a effettuare profonde trasformazioni che vanno ad incidere sull’intera società, sull’economia e sul diritto. Questa spinta europea ha radici profonde, dall’Europa che fu per secoli teatro di guerra all’Europa che riconosce la risoluzione pacifica delle controversie come proprio principio fondante e che individua nella solidarietà uno dei valori che meglio la rappresenta”. Botta ha quindi invocato l’abbattimento delle barriere del pregiudizio esterofobo e l’inseguimento di una crescita economica accompagnata alla giustizia sociale, della libera impresa unita alla sicurezza sociale. Ma il pensiero ultimo del presidente del Consiglio provinciale è andato ai giovani: “In questa patria che non chiede apposizione di termini nè di confini – ha sostenuto - ferma deve essere la nostra convinzione indirizzata alla tutela dei minori. La politica di tutela delle formazioni sociali più immediate, qualunque esse siano, perde di significato se non è prima di tutto una politica di sostegno all’essere umano in divenire”. “C’è la necessità di costruire un soggetto politico più forte e maggiormente raccordato - sono state invece le parole del presidente della Provincia Giulio Cozzari – per la gestione dei grandi problemi presenti a livello globale”. Cozzari ha parlato dell’esigenza di innalzare la funzione politica dell’Unione Europea, e di renderla più esplicita. “Dobbiamo iniziare a chiedere agli Stati membri – ha aggiunto – di uscire dalle proprie peculiarità e localismi, investendo il Parlamento europeo di una autorità politica più consistente”. Il presidente del Consiglio regionale Mauro Tippolotti ha parlato di eccessiva distanza tra i cittadini e l’Istituzione europea. “L’unica frontiera che va tracciata – sono state le sue parole – deve essere quella della democrazia e dei diritti dell’uomo”. Per il sindaco di Perugia Renato Locchi la fase discendente dell’Europa ha avuto origine dall’avvento dell’euro, quando l’Istituzione ha iniziato a perdere credibilità e capacità attrattiva soprattutto nei confronti dei giovani. “Credo che la fase di allargamento – ha sostenuto il primo cittadino di Perugia – abbia scombussolato i principi ed i valori da cui si era partiti nel ‘57”. All’ampia riflessione perugina sul passato e sul futuro dell’Europa unita, coordinata dal conduttore radiotelevisivo Umberto Broccoli, hanno dato il proprio contributo anche la ricercatrice storica Serena Innamorati, il docente di filosofia del diritto Tamar Pitch e il direttore di Umbria Contemporanea Raffaele Rossi. Ai lavori è intervenuto anche l’europarlamentare Gianni Pittella che dopo aver osservato come “gli Stati nazionali non bastano nel mondo della globalizzazione” ha evidenziato tre necessità: più mezzi per far funzionare la macchina amministrativa europea, più programmi rivolti ai giovani, maggiori risorse per ambiente ed energia, passando attraverso Patti di stabilità più flessibili.
La cerimonia di questa mattina è stata organizzata in collaborazione con il Servizio Organizzazione, Formazione e Comunicazione, con l’Antenna Europe Direct Info Point Europa e l’Ufficio Comunicazione. Coinvolta anche la classe III A del corso ERICA (Educazione alle Relazioni Interculturali e alla Comunicazione Aziendale) dell’Istituto ITC Capitini di Perugia.
(25-03-2007)
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