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Shir del Essalem, Canti per la pace
Moni Ovadia & Theatrum Instrumentorum, incontro tra tre nazioni e tre religioni diverse. Un cristiano, un ebreo e un musulmano, uniti per cantare la pace. Mercoledì 5 settembre a Città di Castello, Perugia
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Una giornata intera dedicata ad un grande artista. Un artista che dagli anni ’70 porta in scena musica e parole che mettono insieme politica e teatro. La forza trainante e il coraggio di denunciare le ingiustizie commesse dal genere umano sono le caratteristiche di Moni Ovadia che domani tornerà ad affabulare gli spettatori del festival delle Nazioni di Città di Castello. Ben due appuntamenti, uno più a diretto contatto con il pubblico alle 17.30 all’Auditorium S.Antonio, a cui parteciperanno Pierluigi Neri, assessore alla culture della Provincia di Perugia, il sindaco di Città di Castello Fernanda Cecchini e il presidente del Festival delle Nazioni Giuliano Giubilei; e l’altro per ammirare il suo nuovo spettacolo, Shir del Essalem alle 21.15 nella Chiesa di San Domenico.
Shir del Essalem - Canti per la pace è uno spettacolo dedicato al dialogo interculturale, canti tradizionali, mescolati ad antiche melodie e composizioni moderne, eseguite dal Theatrum Instrumentorum diretto da Aleksandar Sasha Karlic e da Moni Ovadia e Faisal Taher.
Moni Ovadia, artista eclettico dotato di grande carisma, si dedica sin dagli anni ’70 alle musiche tradizionali e di propria composizione, arrivando così a sviluppare una nuova forma teatrale, il “teatro musicale” lungo il quale ancora oggi opera la sua ricerca espressiva. Ad accompagnarlo in questa serata sarà il Theatrum Instrumentorum: ensemble che si è costituita nel 1985 proponendo un repertorio dal Medioevo all’Ottocento, coltivando sia la musica dell’Europa Occidentale che quella fiorita in ambito Bizantino ed Ottomano. L’ensemble è diretto dal 1997 da Aleksandar Sasha Karlic, studioso delle tradizioni musicali del mediterraneo e della musica etnica in genere, che da diversi anni ormai collabora con Moni Ovadia ; così come Faisal Taher, voce creatrice di grande suggestioni. Shir del Essalem è un incontro tra differenti culture e nazionalità, unite per cantare le musiche delle tre religioni monoteiste: cristiana, ebraica e musulmana. È principalmente un inno alla pace nato dall’incontro di questi tre grandi artisti, tutti di diversa provenienza culturale, uniti sul palcoscenico per intonare il “Il canto dei popoli” che da sempre attraversa lo spazio ed il tempo e comunica al di là delle differenze.
L’umanità da secoli è divisa fra le ragioni della guerra e le ragioni della pace; questo spettacolo diventa un modo per affermare che la pace e la libertà risiede nei nostri cuori, non può essere condizionata da nessuno: la “via della pace” non è tracciata, essa va costruita giorno per giorno.
Il viaggio musicale che viene proposto proviene dall’epoca in cui la Spagna era una terra di convivenza: in quel periodo i tre monoteismi sapevano parlarsi e ascoltarsi convivendo nel rispetto delle proprie identità. Shir del Essalem afferma, quindi, la necessità di ripercorrere con un linguaggio universale un’epoca di reciproca accoglienza.
In quanto, come afferma lo stesso Ovadia, “l’Europa ha urgenza di ritrovare le radici profonde della propria identità, l’occidente deve riaccogliere il proprio oriente, sua matrice. Il bacino del mediterraneo che è stata la culla della nostra civiltà e del nostro sapere deve simbolicamente ridiventare l’humus fertile di un futuro libero e santo.[…] Sulla patria senza confini di un palcoscenico vagabondo, musicisti e cantanti cristiani, ebrei, mussulmani e atei propongono una convivenza libera, senza sopraffazione. Lo spettacolo è per tutti coloro che sanno albergare nei propri cuori la tenda del beduino: conforto per il viandante, casa per lo straniero”.
(04-09-2007)
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