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cultura e societa

Come sono i “Serbi Slow”. Parole, immagini, suoni, sapori dell’Europa di Mezzo

Serbia chiama Italia, Orvieto chiama Kraljevo, per parlare di turismo ecosostenibile. Al Palazzo del Gusto, nell’ambito di Orvieto con Gusto 2007, venerdì 5 ottobre


Superare l’orrore delle guerre attraverso la cultura materiale difesa da Slow food e diffondere attraverso cibi e menu in gran parte ancora inediti in Italia la straordinaria ricchezza dei prodotti agroalimentari dei Balcani, vicini geograficamente, lontani per storia e confini oggi in fase di superamento. Questa la ragione della scelta di Orvieto con Gusto 2007 di aprire alla Serbia con una duplice iniziativa: l’invito ai cuochi del ristorante “Kod Miro” di Kraljevo, città a 200 km a sud di Belgrado ai confini col Kosovo, che presenterà in esclusiva per Orvieto con Gusto il meglio della cucina serba; e un pomeriggio di focus sui Balcani con l'aiuto di competenti conoscitori dell'Europa di Mezzo come Michele Nardelli e Paolo Rumiz, che presenteranno progetti sostenibili su questi luoghi e il sito web “Viaggiare i Balcani”, esempio di turismo ecosostenibile in linea con i principi e la filosofia di Orvieto cittaslow.

www.viaggiareibalcani.net è un sito trilingue costruito di recente, come punto di riferimento aperto sul web, per il turismo responsabile nel sud est dell’Europa, un work in progress fatto di itinerari assemblati come in un quaderno di viaggio. “Quasi sei miliardi di spostamenti all'anno (500 milioni i soli voli internazionali), 127 milioni di occupati nel mondo, un fatturato pari al 6% del PIL del pianeta – si legge sul sito. - Il turismo è un fenomeno complesso, le cui conseguenze in termini di impatto ambientale, culturale, sociale ed economico non possono più essere ignorate. Impatto che spesso è devastante, soprattutto nei paesi del sud del mondo, dove la perdita di valori e tradizioni, la sottrazione di risorse, il disagio sociale dovuti all'invasione del turismo di massa non viene nemmeno compensata da un'equa redistribuzione del reddito generato. Anche le possibilità di incontro e di scambio tra turisti e popolazioni locali sono, nella maggior parte dei casi, fittizie o limitate ad esperienze frettolose ed artefatte, quando non irrispettose delle realtà ospitanti.
Il turismo con le sue implicazioni merita un'attenta riflessione da parte di tutti, cittadini ed istituzioni, industria ed utenti. Esiste un modo di viaggiare la cui prima caratteristica è la consapevolezza: di sé e delle proprie azioni, anche quando sono mediate dal comprare (un biglietto, un regalo, una stanza per dormire); della realtà dei paesi di destinazione (sociale, culturale, economica, ambientale); della possibilità di una scelta meditata e quindi diversa.. Questo è turismo responsabile: un viaggiare etico e consapevole che va incontro ai paesi di destinazione, alla gente, alla natura con rispetto e disponibilità. Un viaggiare che sceglie di non avallare distruzione e sfruttamento, ma si fa portatore di principi universali: equità, sostenibilità e tolleranza”. Esattamente come molti dei principi contenuti nel manifesto dell'Associazione Cittaslow, di cui Orvieto è capitale internazionale.

Ore 17,30
Le Parole: l’Europa di Mezzo. Osservatorio sui Balcani con Michele Nardelli e Paolo Rumiz.
La Cooperazione di Comunità. Presentazione della “Pud Vode”. La strada dell’acqua. I mulini e la proja.
Modernariato. C’era una volta la Zastava. Documentario a cura dell’Osservatorio sui Balcani.
Racconti di viaggio. Presentazione del sito web “Viaggiare i Balcani”.
Ore 20,30
Cena golosa: “Sapori e Suoni dalla Serbjia”: due osti di Kraljevo portano i loro sapori per la prima volta in Italia. Cena con profumi, piatti e sentori dell’Europa di Mezzo, a cura dell’Osteria “Kod Miro” di Bogutovac-Kraljevo.
Ouverture al suono degli ottoni dell’orchestra di Kraljevo.
Menù: Kajmak, (speciale formaggio fresco di latte vaccino, ovino e caprino), salumi affumicati, Proja( focaccia tradizionale di grano integrale cotta al testo), pollo alla griglia del Ristorante “Kod Miro”, agnello stufato con patate e carote, dolce di mele tradizionale della Serbjia, Rakija, grappa locale alla prugna, albicocca e mela.

(01-10-2007)




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Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 01-10-2007 alle :