Ermitage Italia ha inaugurato il 20 ottobre a Ferrara, alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il prestigioso museo russo ha scelto infatti la città emiliana – tra quelle candidatesi – per avviare una sua presenza stabile nel nostro Paese e un lavoro programmatico di ricerca, studio, confronto e produzione culturale italo-russa, connessi al grande patrimonio d’arte italiana custodito dall’Ermitage.
Centro scientifico culturale di ampio respiro – con sede di rappresentanza nello splendido Castello estense e sede operativa e foresteria nel complesso di Parco Giglioli – Ermitage Italia ha un’anima differente dalla altre filiali estere, avviate dal Museo di San Pietroburgo a Londra, Amsterdam, Las Vegas e Kazan: un’anima resa possibile dalla grande tradizione storico -culturale di Ferrara, dal fermento che la città, dichiarata patrimonio mondiale dell’Umanità, vive in questa fase di rinnovamento e dalla capacità di far squadra dimostrata, nell’occasione, dalle istituzioni – Provincia di Ferrara, Comune di Ferrara, Regione Emilia-Romagna – affiancate nell’impresa da tanti sostenitori, come la Cassa di Risparmio di Ferrara, Confindustria Emilia-Romagna, la Direzione Regionale per i Beni Artistici, Culturali e Paesaggistici dell’Emilia-Romagna, la Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara, l’Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali dell’Emilia-Romagna, l’Istituto di Studi Rinascimentali, l’Opificio delle Pietre Dure e Laboratori di Restauro di Firenze e l’Università di Ferrara.
Una grande fucina dunque di studio e di ricerca – a ciò ambiscono il più grande museo del mondo e la città estense – con lo scopo di “favorire le conoscenza e la conservazione del patrimonio culturale mondiale; la preparazione del personale scientifico e tecnico – sia russo che italiano – nel campo dello studio, del restauro, della conservazione, della gestione e della valorizzazione delle opere della cultura e dell’arte (...) e di pervenire all’ampliamento dei legami culturali e scientifici tra il Museo Statale Ermitage e le Istituzioni Scientifiche, Culturali ed Artistiche della Repubblica Italiana”.
Una straordinaria occasione per la città di Ferrara che diventa punto di riferimento nelle relazioni italiane con l’Ermitage e, per l’Italia, di sviluppare conoscenze e rinsaldare rapporti con la Russia, tanto che Ermitage Italia è ormai uno dei progetti culturali di punta dei due governi: l’unico ad essere stato inserito nel vertice italo-russo tenutosi a Bari lo scorso marzo, quando – alla presenza del presidente russo Vladimir Putin e del premier italiano Romano Prodi – è stato firmato, ufficialmente, il protocollo d’intesa tra le istituzioni coinvolte. È giunto dunque a conclusione il serrato iter che in soli due anni ha portato alla costituzione della “filiale” italiana del famoso Museo sulla Neva: un percorso avviato nel novembre del 2005, con la candidatura avanzata dal presidente della Provincia di Ferrara Pier Giorgio Dall’Acqua al direttore dell’Ermitage Michail Piotrovsky, sostenuta da tutte le istituzioni cittadine e regionali, in primis dal sindaco di Ferrara Gaetano Materiale e dal Presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani. Quindi, il 4 ottobre del 2006 – dopo un’accurata analisi delle diverse candidature avanzate, l’incontro con le varie città e dopo “lunga e approfondita riflessione” – ecco l’annuncio della scelta di Ferrara da parte dalla direzione dell’Ermitage, coadiuvata dalla società partner in Italia, Villaggio Globale International che, con il suo amministratore delegato Maurizio Cecconi, ha seguito il coordinamento generale della complessa operazione. Ora, dopo l’approvazione dello statuto da parte dei consigli provinciale e comunale di Ferrara, la Fondazione Ermitage Italia è diventata realtà. Il Consiglio d’amministrazione della Fondazione è composto da Piergiorgio Dall’Acqua (presidente), da Gaetano Sateriale e Alfredo Bertelli, mentre il Comitato Scientifico di Ermitage Italia – presieduto da Michail Piotrovsky, Direttore Generale del grande museo sulla Neva, e diretto da Irina Artemieva conservatrice della pittura veneta dello stesso museo e Francesca Cappelletti docente dell’Università di Ferrara – è composto da Antonio Paolucci già Soprintendente del Polo Museale Fiorentino, Giuseppe Pavanello Direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte Fondazione Giorgio Cini, Giuseppe Papagno docente dell’Università di Parma, Carla di Francesco Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia, Andrea Emiliani Presidente dell’Accademia Clementina di Bologna e già Soprintendente ai Beni Artistici e Storici di Bologna, Sergej Androsov Responsabile delle collezioni di arte occidentale del Museo Statale Ermitage, i due vicedirettori dell’Ermitage Vladimir Matvejev e Gorge Vilinbakhov, e Gabriele Finaldi del Prado di Madrid nella sua qualità di grande storico dell’arte.
Inizieranno quindi già da questo autunno, nelle due palazzine immerse in un bel parco a ridosso dell’Università – destinate l’una ad ospitare gli uffici di Ermitage Italia (con sale riunioni, archivio e biblioteca, due aule studio ed un’ampia sala polivalente), l’altra adibita a foresteria per studiosi e ricercatori – le attività per attuare il programma sottoscritto, che prevedono: la catalogazione, informatica ed editoriale, delle collezioni d’arte italiana dell’Ermitage; la pubblicazione, mediante monografie ed altre edizioni, dei risultati di ricerche sviluppate nei campi d’indagine del Programma; l’organizzazione di un centro di raccolta dati, sulla storia del collezionismo in rapporto al patrimonio del museo; la promozione di stage di aggiornamento in diversi campi dell’arte (storia, museologia, restauro, conservazione e gestione dei beni culturali) rivolti ai collaboratori dell’Ermitage e degli altri musei russi e italiani; l’organizzazione – su questi temi – di conferenze, seminari, tavole rotonde e anche il sostegno alle attività di perfezionamento degli studi universitari – in relazione ai programmi del centro – e a tutte le iniziative di collaborazione tra il Museo Statale Ermitage, i musei russi e le istituzioni del nostro Paese.
Tra le funzioni e i programmi di Ermitage Italia, non ultimo la realizzazione di grandi mostre, con l’esposizione nel percorso di capolavori provenienti dal Museo di San Pietroburgo e in genere da tutta la Russia. In calendario il primo impegno è già fissato: ad aprile 2008, l’eccezionale monografica dedicata a Garofalo – curata da Mauro Lucco e Tatiana Kustodieva – allestita nelle suggestive sale del piano nobile del Castello Estense, che – sede anche espositiva di Ermitage Italia – è tornato ad essere, grazie ad un attento e recentissimo restauro, fulcro e simbolo di una città, che ha fatto dell’arte e della cultura il segno prepotente della sua identità, tanto da meritare la fiducia del più grande museo del mondo.
(31-10-2007)
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