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ambiente e salute

Nanomateriali. Li usiamo e li mangiamo

Proprio così, ne facciamo un largo consumo, ma spesso non lo sappiamo. E poi: siamo sicuri che fanno bene? Grazie all’intervento dell’Unione europea saremo più tutelati


Sapevate che quando applicate il mascara depositate del titanio sulle vostre ciglia? Ebbene sì, e come il nostro fidato allunga ciglia anche creme e altri prodotti di bellezza contengono ossido di zinco, titanio, silicio ed altri nano-materiali. La buona notizia è che, a partire dal 2010, le industrie cosmetiche dovranno indicare in etichetta quali nano-materiali usano. Una piccola vittoria sulla richiesta di regolamentazione di questi materiali frutto delle nano-tecnologie richiesta già da tempo dall’Unione europea. La stessa battaglia è ancora distante dal vedere tale indicazione presente sulle etichette di prodotti alimentari. Delle nano-tecnologie usate nel settore agroalimentare, infatti, si sa ben poco: non c’è una legge in materia, né ci sono dei test o degli standard di riferimento. Non si sa, ad esempio, se queste particelle le cui dimensioni sono di 100 nanometri, si vadano a depositare nei nostri organi interni e se risultino per questo tossiche o pericolose.
Nella pagina del parlamento europeo dedicata all’argomento (http://www.europarl.europa.eu/news), riguardo ai nano-alimenti si legge:
Un esempio di come vengono utilizzate le nanoparticelle è il rivestimento di alcuni prodotti al fine di renderli più resistenti agli agenti esterni come il calore. Per esempio nanoparticelle di biossido di titanio ricoprono alcune merendine al cioccolato per rallentare l’ apparizione del burro di cacao sulla superficie, e a certi chewing-gum vengono aggiunti nano-silicati.
Insomma, i nano-alimenti sarebbero sempre più usati nell’industria agroalimentare come esaltatori di sapore, di colore, per aumentare il potenziale nutritivo o per rendere maggiormente antibatterici gli imballaggi che contengono gli alimenti. Il problema è che, anche se le nanoparticelle sono ampiamente impiegate dall'industria agroalimentare, non c'è ancora una legislazione che preveda dei test obbligatori per verificarne la sicurezza. E questo ai deputati europei non piace affatto.
Per questo la Commissione europea ha chiesto in seduta plenaria al Comitato scientifico dei prodotti di consumo di controllare che i nanomateriali usati non siano dannosi per la salute. Il risultato? Per il momento il Parlamento ha adottato un regolamento che intende rafforzare e chiarire le attuali norme su sicurezza dei cosmetici, responsabilità dei produttori e controlli, riducendo al contempo gli oneri amministrativi. Un nuovo set di regole, quindi, per assicurare che solo i reali effetti di un prodotto cosmetico vengano menzionati nelle pubblicità e scritti sulle etichette.

Cristina Moretti

(21-04-2009)




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Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 21-04-2009 alle :